mercoledì 28 marzo 2018

A chi deve dare l'incarico Mattarella?

Tutti stanno tirando la giacchetta a Mattarella sulla nomina del presidente del Consiglio.
Da più parti si ricordano ipotetici "doveri" e i risultati del voto.

Bene: qualsiasi cosa dicano Di Maio, Salvini e tutti gli altri... prendetela e buttatela nel cesso.

Mattarella in quanto Presidente della Repubblica nella scelta a chi dare l'incarico è legato a una sola e semplice norma: l'articolo 92 della Costituzione.
Detto articolo recita:

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.

Nient'altro. Nulla. Zero.
Mattarella non è legato a nessun risultato elettorale o altra condizione o limitazione.

Mattarella, in realtà, se volesse potrebbe anche risparmiarsi le consultazioni e fare tutto da solo o inventarsi un nuovo rituale, visto che tutto quanto succede tra l'elezione dei presidenti delle due camere e la nomina del Presidente del Consiglio non è governato né dalla Costituzione né da leggi ordinarie, ma è semplice prassi istituzionale (prassi che ha un senso e una motivazione seria, ma che comunque solo prassi rimane).

Paradossalmente anche le dimissioni del governo in carica in caso di nuove elezioni sono solo prassi istituzionale: il governo non ha il dovere di dimettersi, ma solo di richiedere la fiducia al nuovo Parlamento.

L'unica regola (non scritta, quindi neanche questa obbligatoria) che tutti (o quasi) i Presidenti della Repubblica seguono è quella di dare l'incarico alla persona che in quel momento abbia le maggiori possibilità di formare un governo capace di ottenere la fiducia del Parlamento (per la forza del suo gruppo parlamentare, per la capacità di tessere alleanze, per carisma, per qualità diplomatiche o per un misto di due o più di queste caratteristiche o per chissà cos'altro ancora).

Anche l'ipotetico incarico esplorativo è solo prassi istituzionale per cercare di sbloccare situazioni di impasse. Non è regolato da nulla.

Quindi smettete di tirare Mattarella per la giacchetta.

Saluti,

Mauro.

16 commenti:

  1. continuo a far notare come Gentiloni sia andato a dimettersi e Mattarella non abbia accettato le dimissioni ma si sia limitato a pregare il PresConsMin di rimanere in carica per sbrigare gli affari correnti. Così recita il comunicato del Quirinale. Quindi sì, potrebbe tranquillamente chiedergli di presentarsi davanti alle Camere a chiedere la fiducia :-)

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    1. Verissimo.
      E non completamente impossibile.

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  2. Potrebbe anche nominare un governo tecnico e fargli mettere in piedi una nuova legge elettorale, e una volta fatta potrebbe sciogliere le camere dopo pochi mesi. Dato che nessun partito avrà mai la maggioranza assoluta, un sistema col maggioritario dovrebbe fare gola a tutti, no? In ogni caso, Mattarella si ritrova con una simpatica gatta da pelare al momento; ma è giustappunto questione di (attenzione: sto per scrivere un termine in lingua aliena) Costituzione e non di risultati elettorali.

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    1. Sulla gatta da parlare non si discute.
      Il governo tecnico invece in realtà non esiste: ogni governo che ottiene la fiducia delle camere è un esecutivo con pieni poteri politici.

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    2. Da pelare, ovviamente, non da parlare...

      Che tortura poter correggere gli errori negli articoli pubblicati ma non nei commenti 😕

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    3. Chiamiamolo "governo di scopo", quello che intendevo è lo stesso: un governo a durata limitata (ne sono esistiti: Dini, Ciampi...) con un singolo proposito - anzi due: il secondo è imporre a Blogger la possibilità di correggere i commenti... :D

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    4. Non ricordo se te l'ho già chiesto: mai pensato di passare a WordPress (dove modificare i commenti è facillimo)?

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    5. Tu no ma altri sì
      Ma sono pigro e soprattutto non voglio spezzare il blog: non mi va che una parte sia qui e una da un'altra parte.

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    6. Credo tu possa migrare post e commenti da una parte all'altra così da avere, alla fine, tutto su WordPress.

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  3. Potrebbe anche nominare un governo tecnico
    Senza la fiducia delle camere non può fare niente. Inoltre non è il governo che fa le leggi, ma il parlamento, quindi dovrebbe essere quello che fa la nuova legge elettorale...

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    1. La nomina è compito esclusivo del PdR. La fiducia viene dopo. E i poteri del PdR non sono certo assoluti, ma ci sono.
      Sulla legge elettorale hai perfettamente ragione, anche perché è uno dei temi per cui non puoi fare un decreto e poi si vedrà, intanto per qualche mese è in vigore.

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    2. Il governo può presentare un disegno di legge - non mi ricordo se questo è il termine preciso - che chiaramente va approvato dal parlamento. Ovviamente una legge elettorale non si fa per decreto; sulla nomina di un governo "tecnico" o "di scopo", chiamiamolo come ci pare, è già stato fatto ottenendo la fiducia delle camere: bisogna solo presentarlo bene, ecco.

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    3. "Disegno di legge di iniziativa governativa" (a fianco di quelli di iniziativa parlamentare e popolare).

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    4. Appunto: disegno, che, contrariamente al decreto, non entra in vigore fino a che le camere non lo convertono in legge.

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  4. La prassi del "pre-incarico" è nata perché nel momento in cui viene affidato l'incarico a qualcuno questi sia che riceva sia che non riceva la fiducia del Parlamento è il presidente del consiglio in carica e quindi deve lui sbrigare le pratiche di ordinaria amministrazione.
    Quindi se, per ipotesi, venisse incaricato Di Maio, l'ordinaria amministrazione spetterebbe a lui e agli altri ministri (e di ordinario, sopratutto per lunghi periodi, c'e' poco, nomine, proroghe, bilancio dello Stato).
    Quindi è abbastanza normale pensare che Mattarella non darà incarichi ma pre-incarichi e che lascerà per tutto il tempo possibile in carica Gentiloni.

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    1. Appunto: prassi (che come quella delle consultazioni) ha senso e motivazione ma prassi rimane.
      Fino al momento della nomina il PdR ha tutta libertà di regolarsi come vuole.

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