martedì 25 aprile 2017

La gente parla troppo

E chi non ha nulla da dire purtroppo anche di più.

Saluti,

Mauro.

25 Aprile

Oggi è la festa della Liberazione, la più importante festività civile italiana.

Mai però in vita mia ho visto e sentito tante polemiche come quest'anno (e sono nato nel 1968, quindi di 25 aprile un po' ne ho già visti).
Un tempo (neanche poi tanto lontano, anzi vicinissimo) solo quattro gatti neofascisti (che tra l'altro neanche nulla sapevano del fascismo vero) contestavano e polemizzavano contro il 25 aprile.
Oggi invece tutti contestano tutto e polemizzano su tutto senza neanche sapere cosa contestano e perché polemizzano.

Il problema però non è fascismo contro antifascismo o destra contro sinistra. E non è neanche l'ignoranza storica e civile.
Il problema è che ormai non esiste più un Paese Italia.
Dalla fine della cosiddetta "prima repubblica" esistono solo tante piccole sette, parrocchie, lobbies, società... chiamatele come cavolo volete... e ciascuna di esse cerca di tirare la celebrazione nel proprio giardinetto.
Ma non esiste più quel sentimento di comunanza che prima esisteva, pur con tutti i suoi difetti e mancanze.

L'Italia non esiste più.

Saluti,

Mauro.

sabato 22 aprile 2017

Dove trovano le uova i conigli pasquali?

Domenica scorsa era Pasqua e come molti di voi sapranno è tradizione qui in Germania che il coniglio pasquale (Osterhase in tedesco) porti le uova.
Ma è sempre rimasto un mistero come faccia a procurarsele: del resto i conigli non depongono uova e neanche sono mai stati avvistati nei supermercati ad acquistarle.
E allora?

Finalmente lo Stern del 12 aprile scorso ha svelato il mistero.
I conigli semplicemente ingannano le galline che non possono occuparsi della propria progenie: le mettono a disposizione una finta Babyklappe (in Italia nota come ruota degli esposti) e le galline, da brave galline, ci cascano:


Saluti,

Mauro.

lunedì 17 aprile 2017

Democrazia antidemocratica

Il referendum in Turchia mi ha fatto tornare in mente una domanda che già mi frullava in testa tempo fa.

Il referendum è, almeno in teoria, il massimo esempio di democrazia (soprassediamo qui sui suoi limiti, soprattutto per stati di grandi dimensioni e lasciamo anche perdere l'ipotesi manipolazioni: la mia domanda riguarda tutti i referenda o manifestazioni democratiche analoghe, non solo quello turco).

La domanda è: Se il popolo vota democraticamente misure antidemocratiche... si può ancora parlare di democrazia?

In teoria sì, perché il popolo ha votato democraticamente... però poi la democrazia non c'è più. E allora?

Saluti,

Mauro.

domenica 16 aprile 2017

Pubblicità neanche poi tanto occulta

Molti di voi sapranno che oggi in Turchia c'è un importante referendum, che potrebbe far uscire il paese dal novero dei paesi democratici.
Qui in Germania tale referendum è seguito con particolare interesse a causa dei rapporti ultimamente tesi tra i due paesi ma soprattutto a causa della grande minoranza turca presente nel paese.

Quindi non stupisce che stampa e radiotelevisione seguano gli eventi e intervistino turchi più o meno prominenti.
Così non è strano che lo Spiegel pubblichi una doppia intervista a due giornalisti turchi, uno pro-Erdogan e uno anti-Erdogan.

Strano è che lo Spiegel usi detta doppia intervista per fare pubblicità, neanche poi tanto occulta.
Guardate qui sotto le foto dei due giornalisti.
Ripresi praticamente nella stessa posa (le pose generlamente le indica il fotografo e ho sperimentato sulla mia pelle che i fotografi stampa tedeschi hanno la fantasia di un ciocco di legno), con il proprio laptop ben in vista.
Che due giornalisti usino lo stesso computer non è poi così strano.
Strano (o forse no, forse sono io che sono ingenuo) è che il fotografo si preoccupi soprattutto che il logo del produttore dei due computer sia ben in vista.

Pubblicità, appunto. E non occulta. Bensì di cattivo gusto.


Che una rivista storica come lo Spiegel si abbassi a tanto dispiace veramente.

Saluti,

Mauro.

sabato 15 aprile 2017

Dettagli dall'Oberpfalz 5 - Santi moderni

Cose che si trovano nelle edicole ad Auerbach:


Saluti,

Mauro.

La verità sul puccioso agnellino pasquale

Come ogni anno sotto Pasqua si scatenano le campagne di animalisti, vegani e compagnia cantante per salvare gli agnellini da una morte crudele per mano dell'uomo carnivoro ingordo e violento.
Ma siamo sicuri che "salvarli" significhi veramente "salvarli"?

Allora, prima di tutto spieghiamo una cosa: gli ovini non sono animali da compagnia, sono cosiddetti animali da allevamento, a scopo commerciale o di sostentamento.
Per quanto un agnellino sia puccioso, tenero, simpatico, ecc., ecc. non può essere paragonato a un cagnolino o un gattino.

Gli ovini, pecore in particolare, sono allevati per tre prodotti: lana, latte e carne.
La lana e la carne vengono prodotte sia da maschi che da femmine, il latte ovviamente solo da femmine. Segnatevi questo punto perché ci tornerà utile dopo.

In Italia l'allevamento ovino ha una lunga e importante tradizione, però dei tre prodotti di cui sopra per gli allevatori italiani quello veramente commercialmente importante è il latte, in particolare per la produzione di formaggi.
La lana e la carne (escluso appunto il periodo pasquale per quest'ultima) non sono per l'allevatore italiano commercialmente interessanti, sono solo sottoprodotti (per rendere commercialmente interessanti la lana e la carne servono allevamenti molto, molto più grossi di quelli che abbiamo o che potremmo avere in Italia).

E il latte lo producono le femmine. Solo le femmine.

I maschi in Italia servono solo per la riproduzione. E per la riproduzione ne bastano pochi, non servono tutti quelli che nascono.
Quindi allevare e accudire anche i maschi significa per l'allevatore un lavoro in perdita, buttare via risorse.
E quindi questi maschi verrebbero in qualche modo eliminati (o, peggio sia per loro che per l'ambiente, abbandonati in natura).

Ora siete ancora sicuri che mangiarli per Pasqua sia una crudeltà? Almeno nei macelli gli animali vengono uccisi seguendo regole rigide senza nessuna crudeltà o dolore. Cosa di cui non si potrebbe garantire se venissero eliminati non tramite macellazione.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
No, la Boldrini non ha salvato due agnelline: essendo femmine loro non rischiavano di finire in nessun forno. Troppo importanti per il latte che produrranno durante la loro vita.

giovedì 13 aprile 2017

La proposta di legge tedesca sulle fake news

Molti di voi avranno sentito o letto nei giorni scorsi della proposta di legge tedesca contro le fake news (e già qui c'è un problema: tale proposta di legge parla di hate speech, non di fake news).

La stampa italiana ne ha parlato oserei dire quasi con entusiasmo (ma mi chiedo quanti di quelli che ne hanno scritto si siano presi la briga di leggere le 31 pagine scritte in tedesco burocratico della proposta di legge) lodando la messa fuorilegge di fake news e simili.
Molti blogger o siti specializzati si sono invece chiesti - giustamente - come il governo tedesco intende applicarla.

Bene, io mi sono andato a cercare la proposta di legge in questione e - masochista come sono - mi sono sacrificato per voi e me la sono letta :-)

Intanto precisiamo che la stampa che ne ha parlato direi che non ha letto neanche il titolo della legge: infatti non si tratta di una legge che introduce il reato di fake news e/o hate speech. Questi reati, anche se ovviamente non formulati sotto queste definizioni inglesi, esistono già.
La proposta di legge porta questo titolo: Entwurf eines Gesetzes zur Verbesserung der Rechtsdurchsetzung in sozialen Netzwerken (tradotto in italiano: Bozza di una legge per il miglioramento dell'imposizione del diritto nelle reti sociali).
Ergo: non vengono introdotti nuovi reati. Si cercano "solo" gli strumenti per poterli perseguire adeguatamente.

Inciso: qui il testo completo della proposta se volete leggervela da soli, sul sito del Bundesministerium der Justiz und für Verbraucherschutz (Ministero Federale della Giustizia e per la Tutela del Consumatore).
Inciso chiuso.

Infatti già nell'introduzione, dove il proponente spiega perché ritiene utile proporre questa legge e quale problema con essa intende risolvere o almeno contrastare, si parla appunto del problema posto da Hasskriminalität und andere strafbare Inhalte (in italiano: Criminalità dell'odio e altri contenuti penalmente perseguibili).
E se volessimo solo rispondere alla stampa italiana basterebbe fermarci qui: infatti non si mette fuori legge niente. I temi in questione sono già fuorilegge.

Ma c'è di più.

Facciamo un passo indietro e rileggiamoci il titolo: questa legge è esplicitamente dedicata ai soziale Netzwerke (alias social networks). Infatti nell'introduzione di cui sopra vengono citati per nome Facebook, YouTube e Twitter.
Quindi, per esempio, un quotidiano costruito sull'incitamento all'odio come la Bild Zeitung non è minimamente toccato (e in Germania fa molti più danni di Facebook & co.).

E ció dimostra quanto poco la politica capisca della rete.
Se infatti si trattasse di una legge sulla prevenzione di certi contenuti potrei capire la dedica ad hoc ai social networks, visto il modo di creazione dei contenuti decisamente diverso rispetto a quello dei media classici.
Ma trattandosi di una legge per la repressione dei contenuti detti... che differenza fa che io inciti all'odio su Facebook o sulla Bild? Nessuna: una volta che la magistratura ha scoperto che il reo sono io, mi mette nella lista degli indagati e porta avanti il procedimento indipendentemente da dove io ho scritto.
E anche per i casi in cui la legge ritenga il medium (o meglio il suo editore/padrone) corresponsabile... non cambia nulla che il medium sia cartaceo, informatico o che so io.

Sì, ora voi mi direte: ma Facebook sta negli USA... come fa la magistratura tedesca a colpirlo con le leggi esistenti?
Appunto: sta negli USA. Quindi puoi fare tutte le leggi che vuoi... nuove, nuovissime, buone, buonissime, dure, durissime... Facebook rimane negli USA. Le tue nuove leggi sono impotenti quanto quelle vecchie.

Ma comunque ora la domanda è: come intende procedere il proponente? Quali sono gli strumenti presenti in questa proposta di legge?

Inciso: vi risparmio la parte in cui si parla dei costi dell'attuazione e di come coprirli: questa parte, se vi interessa, ve la leggete e ve la traducete da soli.
Inciso chiuso.

Finita l'introduzione di cui ho parlato sopra (e che servirà al dibattito parlamentare, ma non farà parte del testo della legge nel caso questa venga approvata), comincia il testo di legge vero e proprio.

Il primo articolo della legge riguarda doveri e pene.

Questo precisa nel primo comma che la legge vale per i fornitori di servizio a scopo di lucro.
Cioè, fatemi capire, se Tizio diffama Caio su Facebook allora la cosa va perseguita, mentre se lo fa in un commento al mio blog no, visto che il mio blog non ha scopo di lucro?
Va beh, andiamo avanti.

Nel secondo comma viene citato il primo atto concreto che la proposta di legge prevede per i social networks: il dovere di rapporto. Essi devono trimestralmente scrivere un rapporto sui reclami ricevuti a proposito di hate speech e altri contenuti penalmente rilevanti, da pubblicarsi sia sulla propria homepage che sul corrispettivo tedesco della Gazzetta Ufficiale.
E la proposta di legge dettaglia burocraticamente cosa deve contenere detto rapporto, tra cui quantità e tipo di reclami, se si sono consultati esperti esterni per decidere, tempo passato tra arrivo del reclamo e intervento concreto, metodo di comunicazione al reclamante, ecc.

Nel terzo comma si descrive come si deve comportare il fornitore del servizio una volta ricevuto il reclamo: tempi di reazione e di cancellazione (dove tra l'altro si distingue tra illegale e palesemente illegale: come decidere se un reato è palese o meno però non viene detto).

Il quarto comma cita le pene a carico dei fornitori di servizio in caso di non adempimento di quanto negli articoli precedenti: fino a mezzo milione di euro per non adempimento colposo/preterintenzionale, fino a cinque milioni di euro per non adempimento volontario.

Quinto e sesto comma sono puramente tecnici (istituzione pubblica responsabile e tempi di attuazione). Non ci interessano.

Il secondo articolo prevede una modifica all'attuale legge tedesca sui media: la legge attuale parla per televisione, radio e internet di padrone (inteso nel senso finanziario del termine... quindi per il mio blog, volendo cavillare, non sarei io, bensì Blogger, alias Google), con la modifica proposta si parlerebbe di padrone o di chi ne ha la totale gestione di diritto (e quindi per il mio blog qui entrerei in gioco anch'io).

Il terzo articolo definisce i tempi dell'entrata in vigore della legge (cioè nel momento stesso dell'approvazione finale da parte del Parlamento).

E... e tutto qui.

Le restanti pagine del testo il cui link ho pubblicato sopra (da pagina 10 a pagina 31) sono allegati, spiegazioni, questioni tecniche dedicate alla discussione parlamentare ma che  (per quanto effettivamente molto interessanti e utili a livello informativo) non contano nulla, in quanto non faranno parte del testo della legge e quindi - pur dicendo qualcosa di più degli articoli esposti - non avranno nessun effetto sull'applicazione e sul successo della legge stessa.

Quindi riassumendo: una legge assolutamente generica, non concreta (obbligo di rapporto a parte), il cui unico scopo è di colpevolizzare esplicitamente i social networks e prevedere pene molto più sostanziose di quelle attuali (e che probabilmente lo Stato comunque non riuscirà a incassare).

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Ringrazio Mattia Butta per avermi invitato a scrivere questo articolo, dopo che avevamo discusso dell'argomento nei commenti a un articolo sul suo blog.

lunedì 10 aprile 2017

Andrea Tarquini proprio non ce la fa

In fondo il ragazzo - corrispondente da Berlino per Repubblica - un po' pena mi fa. In fondo si impegna... ma proprio non ce la fa.
Ogni volta che deve scrivere qualcosa che non sia semplicemente la descrizione di un fatto di cronaca senza commenti... riesce a tirare fuori solo puttanate.

I miei lettori ricorderanno quando lo beccai con le mani nel sacco su brevetti riguardanti pomodoro e broccolo: Ignoranza brevettata.

Ma anche prima e dopo quell'articolo il povero Tarquini si era distinto spesso per scrivere cose sbagliate su argomenti che non capiva.
Mi risulta che ci sia anche una pagina Facebook a lui dedicata al proposito, ma non la ho mai consultata... forse è una leggenda metropolitana ;-)

Oggi a coglierlo in fallo è - in tema di economia e di cambio tra Euro e Corona Ceca - Mario Seminerio sul suo blog Phastidio: Il meraviglioso antimondo di Andrea Tarquini.

No. Andrea Tarquini proprio non ce la fa. E temo non ce la farà mai.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Ma forse, in realtà, è Tarquini stesso una leggenda metropolitana e Repubblica a Berlino ha solo un bot che mediante algoritmi strani mette insieme parole a caso.

sabato 8 aprile 2017

Il famoso e frainteso articolo 11 della Costituzione

Ogni volta che i governanti italiani fanno commenti (condivisibili o meno non conta: tanto la reazione di cui parlo è la stessa in entrambi i casi) su guerre e interventi armati in giro per il mondo (anche quando fanno commenti di critica, senza paventare interventi o coinvolgimenti italiani) saltano su costituzionalisti del piffero dalle opposizioni o da fuori Parlamento che ci ricordano che l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana dice:

"L'Italia ripudia la guerra".

(E spesso ci aggiungono di proprio pugno, per rafforzare, un "senza se e senza ma").

No, signori miei. Questa non è la Costituzione, questa è lettura selettiva.

L'articolo 11 della Costituzione dice:

"L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."

Se sapete leggere, non è proprio la stessa cosa. Proprio per niente.

Dire solo "L'Italia ripudia la guerra" significa parlare dei vostri ideali e delle vostre speranze, non della Costituzione.
La quale non ripudia la guerra senza se e senza ma, bensì ripudia la guerra come strumento di offesa o di soluzione delle controversie. Ma sa al tempo stesso che ogni stato ha il diritto di difendersi e che certe volte interventi armati internazionali servono a salvare civili, popoli e magari a rimettere in piedi il diritto.

Per fortuna i padri costituenti, pur avendo - come voi - degli ideali, erano - contrariamente a voi - anche pragmatici e realisti.

Saluti,

Mauro.

venerdì 7 aprile 2017

La Scozia e la Brexit

Nei giorni scorsi ho sentito qualcuno dire che gli scozzesi sono incoerenti e opportunisti, perché poco tempo fa hanno votato contro la separazione dal resto del Regno Unito e ora vogliono rivotare per separarsi.

Quanta ignoranza.

La Scozia e gli scozzesi si stanno comportando in maniera assolutamente coerente, ragazzi miei.


Perché?
Perché la priorità della Scozia è l'Europa, non il Regno Unito.
In parte per convinzione, in parte per convenienza, ma è così. E lo è praticamente sempre stato.

Quando c'è stato il referendum per l'indipendenza della Scozia, il Regno Unito era nella UE. Quindi uscire dal Regno Unito significava automaticamente uscire anche dall'Unione Europea.
E la strada per fare richiesta per entrarci (o meglio rientrarci) sarebbe stata lunga (anche per la presenza del rimanente Regno Unito al tavolo delle trattative).

Ora però la situazione è diversa: il Regno Unito è uscito dalla UE (formalmente non ancora, il processo durerà circa due anni, ma è irreversibile), con gli scozzesi che però hanno votato in maggioranza per rimanere nella UE.
Rimanere nel Regno Unito significa quindi essere fuori dall'Europa e dover aspettare anni e anni perché il Regno Unito chieda di rientrare (sempre che mai lo faccia).
Una Scozia indipendente invece potrebbe far richiesta di entrare nella UE subito e di sicuro riceverebbe da Bruxelles una corsia privilegiata rispetto ad altri candidati.

In tutta questa storia quindi direi che la Scozia sta tenendo il comportamento più coerente e lineare di tutti.

Saluti,

Mauro.

giovedì 6 aprile 2017

Dettagli dall'Oberpfalz 4 - Faust è passato di qui

Ma forse sarebbe meglio dire che, senza saperlo, è nato qui, ad Auerbach.

Chiunque abbia letto (o visto a teatro) il Faust di Goethe si ricorderà della Auerbachs Keller (la cantina di Auerbach), cantina-enoteca a Lipsia, frequentata dal Dottor Faust.
Prima cosa: la Auerbachs Keller esiste veramente. È stata fondata da Heinrich Stromer nel '500, venne veramente frequentata da Goethe a cavallo tra '700 e '800 ed esiste ancora oggi.
Seconda cosa: molti leggendo il Faust credono che Auerbach sia il cognome del proprietario. No. Heinrich Stromer era di Auerbach in der Oberpfalz e alla cantina diede il nome della sua città natale.

Qui le foto delle targhe sull'edificio che occupa oggi il posto della non più esistente casa di Stromer.



Saluti,

Mauro.

martedì 4 aprile 2017

La lingua del gusto 4

Già scrissi nel 2010, nel 2013 e nel 2015 degli obbrobri linguistici della gastronomia italiana in Germania.
Ma da raccontare ce n'è ancora

E quindi ripartiamo con rusticale.
Un sacco di pizzerie e trattorie italiane in Germania hanno scelto il nome "Rusticale".
Ma ci sono anche pizze, panini e altro rusticali.
Peccato solo che il tedesco "rustikal" in italiano si traduca con "rustico". E che "rusticale" in italiano proprio non esista (e soprattutto che i gastronomi italiani in Germania non sappiano l'italiano).

E poi c'è un'erba che da vari anni a questa parte spunta dappertutto... pur non essendo prezzemolo la si potrebbe definire un prezzemolino ;)
La famosissima ruccola, che cresce alla grande nei locali italiani in Germania, pur non esistendo né in italiano né in botanica, visto che in italiano e in botanica esiste la "rucola".

Saluti,

Mauro.

Prima puntata.
Seconda puntata.
Terza puntata.

Saluti brutti e strani

Ho appena letto questo articolo sull'interessantissimo blog di Licia Corbolante.


La sostanza dell'articolo: da alcuni anni si stanno diffondendo - soprattutto su social e YouTube, ma non solo (anche a leggere i commenti all'articolo in questione) - le forme di saluto "buonciao" e "buonsalve".


A parte il fatto che le trovo forme brutte, anzi abominevoli, devo ammettere che io non le avevo mai sentite prima di oggi.


Voi, miei due lettori e due lettrici, che ne dite? Li avete mai sentiti?


Saluti,


Mauro.

martedì 28 marzo 2017

Il blocco dello scrittore

Qualche giorno fa su Twitter si parlava del blocco dello scrittore.

Io la vedo così: è semplicemente un mito, non esiste.
Se uno scrittore non riesce a scrivere vuole dire semplicemente che non ha nulla da dire. Non che lo ha ma non ci riesce.

Anzi, è molto più facile che uno scrittore che non ha nulla da dire comunque scriva che il viceversa.

Saluti,

Mauro.

domenica 19 marzo 2017

Festa del papà

Auguri papà.

Tu ci sei e ci sarai sempre.

Ciao,

Mauro.

mercoledì 15 marzo 2017

No, io con questo blog non c'entro

È inutile che mi guardiate.
Io non c'entro.
Non sono responsabile di quello che scrivo su questo blog.
Anzi questo blog è non mio.

E se avete qualcosa da ridire vi scateno contro gli avvocati di Grillo.
Del resto, visto che con questo blog io non c'entro, non mi servono avvocati che c'entrino con me.

Saluti,

Mauro.

venerdì 10 marzo 2017

In fondo siamo tutti un po' Hitler

Ce lo dimostra l'Hitlervergleichgenerator (in italiano: "Generatore di paragoni con Hitler") della rivista satirica tedesca Titanic.

Inserite il vostro nome e vedrete (ma dovete conoscere il tedesco... o conoscere qualcuno che lo conosce).

Saluti,

Mauro.

È morto John Surtees

I più imberbi di voi si chiederanno chi è.

È stato semplicemente - tra i piloti sportivi - il più grande di tutti.

E no, cari quattroruotisti, non venitemi a parlare di Schumacher, Senna o Nuvolari.
E no, cari dueruotisti, non venitemi a parlare di Rossi, Doohan o Agostini.

John Surtees è stato l'unico a diventare campione del mondo sia su quattro ruote (Formula 1) che su due ruote (l'allora 500cc, oggi MotoGP).
Ergo, come già scritto: è stato il più grande di tutti.

Saluti,

Mauro.

giovedì 9 marzo 2017

A colpi d'ascia

Thomas Bernhard è un grandissimo scrittore.
E "A colpi d'ascia" è una delle sue migliori opere.

Ma oggi a Düsseldorf lo hanno preso un po' troppo alla lettera.

Saluti,

Mauro.

La vera anima del Carnevale

A fine febbraio c'è stato il culmine del Carnevale.
E lo sapete benissimo: a me il Carnevale non piace.
Già come concetto in sè non mi piace, in quanto il concetto di base del Carnevale è l'obbligo di divertirsi, non la libertà di divertirsi.
E in Germania la cosa è di fatto istituzionalizzata.
A Colonia in particolare (anche per questo ho sempre detto che a Colonia si vive per 360 giorni all'anno splendidamente e per gli altri cinque - i giorni "duri" del Carnevale - si vive di merda).

Sullo Stern del 16 febbraio scorso Micky Beisenherz ha spiegato benissimo cosa è il Carnevale a Colonia (e in Germania in generale).
E io aggiungo: non solo a Colonia e non solo in Germania. Bensì ovunque esista il Carnevale.

Traduco qui la parte la parte essenziale dell'articolo in questione:

Il Carnevale è per me la più tedesca di tutte le feste. Allegria istituzionalizzata. Eccesso confezionato, imballato in burocrazia associazionista, gerarchicamente organizzato e logicamente - tutto deve avere del resto il suo ordine - con abbigliamento d'ordinanza, onoreficenze e berretti da buffone! E, per favore, allegria, come d'ordinanza, ma a partire dall'11.11 (undici novembre) alle 11:11. Cioè spontaneità guidata dall'orologio marcatempo.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui la scansione dell'articolo per chi se lo volesse leggere completo in originale:




domenica 5 marzo 2017

Partito del Carciofo Liberal-Marxista: il programma

Qualche giorno fa rilanciai su Twitter il mio Partito del Carciofo Liberal-Marxista.
L'amico Moreno Colaiacovo giustamente pretese qui di conoscerne prima il programma.

Quindi, ecco qui il programma!

1) Governo e Parlamento vanno liberalizzati e privatizzati. In tempi di libero mercato è inconcepibile che certe funzioni siano ancora in regime di monopolio!

2) Alla guida delle multinazionali deve essere posto un commissario del popolo. È inaccettabile che chi guida le aziende non sappia nulla delle persone che guida.

3) L'Euro non è una valuta solida. Serve una valuta che sia resistente sia a inflazione che a deflazione. Questa valuta è il Cynar!

4) Il diritto al voto verrà deciso dall'etilometro: chiunque sia sotto i limiti di legge non potrà votare.

5) Tremonti disse che con la cultura non si mangia. E allora sarà obbligatorio berci sopra.

6) Calciatori e insegnanti dovranno scambiarsi gli stipendi.

7) Il Festival di Sanremo sarà dichiarato fuorilegge.

8) Il politicamente corretto sarà dichiarato fuorilegge.

Questi sono i punti base: militanti e simpatizzanti sono invitati a integrare il programma.

Saluti,

Mauro.

Pena capitale nella Repubblica Italiana

Oggi, 5 marzo 2017, sono 70 anni dall'ultima esecuzione capitale in Italia per reati di guerra.
Per reati in tempo di pace i 70 anni dall'ultima esecuzione sono scattati ieri, 4 marzo 2017.
Qui sul Post la storia di dette esecuzioni.

Quello che pochi sanno è che la pena di morte è sparita definitivamente dall'ordinamento giuridico italiano solo molto più tardi, nel 1994: fino ad allora era contemplata nel codice penale militare di guerra.

Fortuna per i militari che la Repubblica Italiana (come del resto ogni altro paese europeo a partire almeno dagli anni '60) non ha mai definito ufficialmente gli interventi militari come guerre, quindi anche i militari in missione di guerra - tipo quelli coinvolti nella prima guerra del Golfo - sottostavano al codice penale militare di pace (dove la pena di morte è stata cancellata nel 1948, non nel 1994).

Saluti,

Mauro.

sabato 25 febbraio 2017

Unlucky Strike

Il titolo di questo articolo è copiato dal titolo di un articolo di spalla dello Spiegel del 4 febbraio scorso.
E chi di voi leggendolo ha pensato alle sigarette Lucky Strike, ebbene... ha pensato giusto.

Di cosa tratta l'articolo in questione? Dell'ennesima puntata della caccia alle streghe contro i fumatori.
Va bene le frasi shock sui pacchetti di sigarette, va bene le immagini shock sugli stessi... ma ora la Francia impone di cambiare nome ai marchi e sottomarchi di sigarette: troppo invitanti, troppo appetitosi secondo il Ministero della Salute francese.
Dovranno essere sostituiti con nomi non invitanti, non appetitosi. Se basteranno nomi neutri o dovranno essere nomi nauseanti, nell'articolo non è specificato.

Credete che porterà risultati? Illusi.
E anche se ne portasse, da non fumatore la trovo una cazzata da manuale (in questo articolo scrissi già sette anni fa cosa penso di questa caccia alle streghe).

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Dato che sul sito dello Spiegel l'articolo è a pagamento (potete leggerne titolo e inizio e basta), ve lo riporto qui:

lunedì 20 febbraio 2017

Certo che...

...Trump sembra conoscere fin troppo bene Benedetto Croce.

Saluti,

Mauro.

venerdì 17 febbraio 2017

E se ci stesse trollando tutti?

Da quando Trump è in carica i cosiddetti democratici e liberali stanno sbroccando di brutto e i cosiddetti populisti e conservatori stanno avendo orgasmi a ripetizione.

E ogni volta che Trump parla... fornisce carburante a entrambi gli schieramenti.

Appunto... quando parla. Perché quanto a fatti per ora nella sostanza ben poco è cambiato rispetto ai suoi predecessori.

E se Trump semplicemente ci stesse trollando tutti alla grande?

Saluti,

Mauro.

Dettagli dall'Oberpfalz 3 - Brigate Rosse ad Auerbach


Ma a quanto pare avevano finito l'inchiostro rosso.

Saluti,

Mauro.

giovedì 16 febbraio 2017

Scandali che non lo sono (Trump e la figlia)

In Germania è scoppiato uno scandalo. O meglio si scimmiotta uno scandalo presentato come tale da certa stampa anglosassone.

La figlia di Trump si è seduta sulla sedia presidenziale durante la visita ufficiale a Washington del primo ministro canadese Justin Trudeau (qui potete leggere quello che Trudeau comunque diventerà a fine 2017).

BildBlog ci presenta qui (spacciando genialmente il testo come scritto da Ivanka Trump stessa, in maniera però che solo gli utonti possano credere che ne sia veramente l'autrice) in maniera ironica lo scandalo che non c'è.

Del resto...
Punto primo: si sa che la figlia di Trump è anche sua consigliera (ufficiale o meno non conta).
Punto secondo: durante gli incontri di Stato è normale che vengano fatte foto informali (o meglio: foto spacciabili per tali).
Punto terzo: una donna insieme a due degli uomini più potenti del mondo (entrambi membri del G7, tanto per capirsi)... lasciarle la posizione principale mi pare solo cavalleria da parte dei due (se le femministe trovano qualcosa da ridire mi incazzo veramente... quindi che ci pensino non due ma due milioni di volte prima di intervenire).

Ergo: dove sta lo scandalo?

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Potrei anche aggiungere: credete che sia la prima figlia/il primo figlio di presidente che si siede su quella poltrona? E credete che io e voi che mi leggete non lo avremmo fatto se nostro padre avesse avuto quella carica?

domenica 12 febbraio 2017

La Germania ha un nuovo presidente

Sul vecchio presidente (Gauck) e sul nuovo (Steinmeier) ognuno può - giustamente - avere la propria personale opinione.
Ma una cosa è sicura: finalmente la Germania ha di nuovo un presidente vero, con delle idee proprie e concrete (condivisibili o meno non è qui importante), e non semplicemente uno che vuole accontentare tutti, senza avere idee personali da presentare.

Peccato solo che il presidente tedesco abbia ben poco potere. Anche meno del presidente italiano. Molto meno.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Fino al 18 marzo 2017 comunque Gauck può purtroppo ancora fare danni, visto quella è la data ufficiale dell'insediamento del nuovo presidente.

P.S.2:
Il più grosso problema di Gauck è che antepone il politicamente corretto al corretto.

venerdì 10 febbraio 2017

Attori e presidenti

Siamo sinceri...

L'unico attore che sia mai diventato presidente degli USA è stato Ronald Reagan.
Però il miglior attore che sia mai diventato presidente degli USA è stato Barack Obama.

Ma se Donald Trump continua così... rischia di mettere in ombra entrambi... e alla grande! ;-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 9 febbraio 2017

L'inutilità e la stupidità di "firmare" in rete

Dopo il convegno alla Camera, la Boldrini ha lanciato sul web l'iniziativa Basta Bufale.

Cos'è quest'iniziativa? Sostanzialmente un appello, in cui si chiede agli utenti del web di firmare contro la diffusione delle bufale.
Ergo una stupidata inutile, visto che appelli e petizioni online non hanno nessun valore, come vi spiegai già in questo articolo parlando della piattaforma Change.org.
Di quel testo vorrei riprendere qui un paragrafo:

Cos'è "Change.org"? Un portale dove organizzare petizioni online sui più disparati argomenti. Vorrei far notare una cosa molto importante: di fatto petizioni senza nessun valore, visto che sia gli organizzatori che i firmatari restano anonimi (sì, devi mettere nome e cognome... ma nessun elemento identificativo che possa sostituire o integrare una firma autografa, come indirizzo completo o numero di un documento e senza questi quel nome e cognome valgono zero... quindi un bel luogo dove sentirsi a posto con la coscienza e nulla più).
Del resto, chiedetevi perché ogni paese (almeno in Europa) pretende per le iniziative popolari legali raccolte di firme autografe e non via internet?
Se ve lo devo spiegare, siamo proprio messi male, ragazzi miei... siamo messi al livello - se non peggio - dei frequentatori della piattaforma Rousseau.
E non è per niente un complimento, credetemi.

Credete veramente che queste "firme" su appelli, petizioni, ecc. online significhino qualcosa? Che anche il solo loro numero significhi qualcosa?
Suvvia... siamo seri.

Del resto... non per niente... persino Pepito Sbazzeguti ha firmato l'appello della Boldrini:


Saluti,

Mauro.

P.S.:
Per sapere chi è Pepito Sbazzeguti, basta andare sul blog di Mattia Butta.

martedì 7 febbraio 2017

L'errore dei "moderati"

Che siano di destra, di sinistra o di centro, i "moderati" continuano a stupirsi del fatto che Trump vinca negli USA, che la May governi nel Regno Unito e che Petry, Grillo e Le Pen abbiano successo in Germania, Italia e Francia.

Io mi stupisco dello stupore.

Il problema è che i cosidetti "moderati" non propongono nulla per. Si limitano a parlare contro: non è la loro proposta a dover essere votata, è il nemico a dover essere bloccato.

Se però vuoi vincere, devi fare proposte concrete per qualcosa, non essere solo contro.
Il dire "se X vince siamo nella merda" funziona solo con chi ti vota a priori. Con gli altri no. Con gli altri, se vuoi conquistarli, devi offrire qualcosa.

L'essere solo contro rafforza il senso di appartenenza di questi "altri" e indebolisce te.

(In Italia ne sappiamo qualcosa: se l'Ulivo fosse stato per qualcosa e non solo contro Berlusconi, la nostra storia recente sarebbe stata ben diversa).

Saluti,

Mauro.

sabato 4 febbraio 2017

Troppe cose di cui parlare

Come da titolo... troppe cose di cui parlare, le idee sono tante, ma si accavallano e si "combattono" a vicenda.

Va beh, vedrò cosa posso fare per voi ;-)

Saluti,

Mauro.

mercoledì 1 febbraio 2017

Il decreto di Washington

Trump negli Stati Uniti è partito col botto.
Muri, blocchi per interi paesi, ecc.
Coerente con la sua campagna elettorale.

Ma anche legittimo, legale?
Probabilmente sì: ricordatevi che Trump è sottomesso solo alle leggi degli Stati Uniti e ai trattati internazionali che gli Stati Uniti hanno già ratificato.
Di tutto il resto (fino a che il Congresso glielo concede) può fregarsene (indipendentemente da come noi possiamo valutare la cosa eticamente e moralmente).

Ma quanto sta succedendo a Washington a me ha ricordato qualcosa.

Per la precisione un romanzo letto un paio di anni fa anni fa. Un romanzo di un autore danese, Jussi Adler-Olsen, di cui avevo già parlato qui per un romanzo che continuo a considerare un capolavoro.
Il romanzo a cui però mi riferisco oggi è un romanzo più recente. Tutto sommato - a mio personale parere - di valore letterario inferiore a quello di cui parlai allora, ma molto interessante e - dopo gli ultimi avvenimenti negli USA - inquietante.
Il romanzo in questione (guarda caso mai pubblicato in Italia, come anche quello di cui già parlai, mentre i gialli di Adler-Olsen, non memorabili, sono disponibili in versione italiana) si intitola in originale danese "Washington Dekretet", nella versione tedesca da me letta invece "Das Washington Dekret".
La traduzione letterale in italiano sarebbe, appunto, "Il decreto di Washington".

Il romanzo (del 2006, quindi scritto ancora in era George W. Bush) parla di un neo eletto presidente USA che a forza di decreti (o meglio executive orders) rende gli USA sempre più autoritari e liberticidi.
Le somiglianze tra l'inizio di quel presidente fittizio (che poi si scoprirà essere manipolato da uno strettissimo collaboratore) e l'inizio di Trump sono incredibili.
Speriamo ciò riguardi solo gli inizi e non il prosieguo.

Se qualcuno volesse leggere il romanzo, come detto non esiste la versione italiana.
Quella tedesca che ho letto io è stata pubblicata da dtv nel 2013. L'originale danese è stato pubblicato da Aschehoug Dansk Forlag nel 2006.
Purtroppo a quanto mi risulta non è stato tradotto neanche in inglese. Ma forse sapevano che avrebbe potuto essere profetico e si sono spaventati.

Saluti,

Mauro.

domenica 29 gennaio 2017

Oggi si è giocata Fiorentina-Genoa

Al di là del risultato e dei valori calcistici... è per me un partita speciale. E lo sarà sempre.

Qui potete leggerne il motivo.

Saluti,

Mauro.

Vi presento il prossimo premio Nobel per la pace

Justin Trudeau.

Dopo le iniziative di Trump contro gli immigrati e dopo il suo "Welcome to Canada" lo ha già in tasca.

Poi, sul fatto che lo meriti o meno ognuno può avere la propria opinione, visto che un gesto solo non basta per meritarlo (e c'è chi lo ha vinto per non aver fatto nulla e successivamente ha dimostrato chiaramente di non meritarlo).
Però quello di Trudeau è stato un gesto simbolicamente molto pesante. E coerente col personaggio e la sua politica fino a ora.

Saluti,

Mauro.

Bloccare l'immigrazione

La possibilità di bloccare l'immigrazione è una di quelle cose che, se realizzate, provocherebbero orgasmi multipli dalla gioia in partiti come Front National in Francia, AfD e CSU in Germania, Lega Nord e M5S in Italia e vari altri in altri paesi...

Ora Trump (nuovo idolo di tutti quelli di cui sopra) sta realizzando la cosa negli USA.

Come reagiranno i coglioni in questione quando si accorgeranno che Trump, indipendentemente dall'essere riuscito o meno nel blocco, avrà comunque danneggiato per primi proprio gli USA?

Saluti,

Mauro.

giovedì 26 gennaio 2017

No, non sei vegetariana

Ieri sera sono andato a cena con una collega.
Sapendo che è vegetariana (me lo aveva detto lei) ho cercato un ristorante che avesse una scelta vegetariana abbastanza vasta (no, non ho cercato un ristorante esplicitamente vegetariano, perché io rispetto sì le sue scelte, ma rispetto anche le mie, e io sono onnivoro... e oltretutto un ristorante solo un minimo decente ha sempre qualcosa per soddisfare tutti, onnivori, vegetariani o vegani che siano).

E lei cosa ti ordina? Pizza col tonno!
Non sapevo che il tonno fosse un ortaggio.

No, ragazza mia, se mangi pesce e rifiuti solo la carne non sei vegetariana. Punto.

Saluti,

Mauro.

Essere insonni...

... detto così mica suona tanto bene.

Però ti fornisce il tempo di fare tante cose che altrimenti non avresti il tempo di fare.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 25 gennaio 2017

Ti seguo, non ti seguo

Io (come molti di voi) sono sui cosiddetti social network.
Non su tutti, ma su alcuni, anche importanti, sì.

E una cosa continua a non entrarmi in testa: la pretesa di reciprocità.

Mi spiego meglio.

Io decido di seguirti perché mi interessa ciò che scrivi. Perciò tu ti senti obbligato a seguirmi a tua volta, magari senza che ti interessi ciò che scrivo io. E mi segui senza - logicamente - leggermi. È assurdo. Anzi idiota.

Tu decidi di seguirmi perché ti interessa ciò che scrivo. Però poi ti offendi se io a mia volta non ti seguo (ma se tu scrivessi cose più interessanti magari ti seguirei) e talvolta perciò ti cancelli dal mio seguito. Altrettanto assurdo. Altrettanto idiota.

Forse sarebbe il caso di anteporre l'intelletto all'ego.
Sempre che si possieda un intelletto.

Saluti,

Mauro.

domenica 22 gennaio 2017

Una segnalazione: lavorare gratis... a che scopo?

Chi mi conosce sa che generalmente non ho (da fisico che adora, rispetta e conosce la matematica) rispetto per gli economisti, visto che la maggioranza di loro non ha nessuna idea di cosa sia la matematica (e l'economia si basa necessariamente sulla matematica, che agli economisti piaccia o meno).
Mario Seminerio è un economista.
Mario Seminerio è una delle rare eccezioni a quanto sopra.

Si può essere d'accordo o meno politicamente o ideologicamente con le sue idee, ma lui la matematica la sa usare (contrariamente alla maggioranza dei suoi colleghi), quindi quanto dice non va sottovalutato... anche quando - talvolta capita anche a lui - sbaglia ;-)

Tutta questa premessa per segnalare questo suo articolo (in cui assolutamente non sbaglia), che definire interessante e sottoscrivibile sarebbe solo segno di sottovalutazione, per non dire di peggio.
Leggetelo. Non ve ne pentirete.

Saluti,

Mauro.

giovedì 19 gennaio 2017

Diritto di libera espressione

Il diritto alla libera espressione del proprio pensiero è una grande conquista per la civiltà, oltre che un diritto fondamentale (e fondante per lo sviluppo sociale, culturale e scientifico).

Molti purtroppo però lo confondono col diritto di essere presi sul serio, col dovere per gli altri di prenderli sul serio.
E sbagliano.
Di brutto.
Ma molto di brutto.

Tu hai tutto il diritto di sparare cazzate. E io ho il dovere di permetterti di farlo.
Ma non ho il dovere di ascoltarti e prenderti sul serio.
Anzi ho il diritto (forse addirittura il dovere) di spernacchiarti e metterti in ridicolo.

Non dimenticarlo mai.

Saluti,

Mauro.

martedì 17 gennaio 2017

Notizie false e notizie nascoste

Da un paio di settimane si è scatenata la caccia alle notizie false (per chi odia l'italiano: fake news), non solo da parte dei tradizionali sbufalatori, ma anche da parte dei media tradizionali e di istituzioni pubbliche.

Però c'è un modo di manipolare le notizie molto più subdolo e pericoloso (e usato dalla maggioranza delle fonti di informazione "serie"): dare informazioni corrette ma incomplete. E fornire solo parte delle fonti.

Contro chi fa così, la semplice verifica dei fatti (sempre per chi odia l'italiano: fact checking) porta pochi risultati: infatti le notizie in sé sono corrette.
Ma in base a cosa scrivi e a cosa ometti... cambia l'opinione che formi in chi ti legge.

Quindi, cari lettori: non fermatevi mai alle sole fonti che gli autori vi forniscono. Cercatene di altre.

Saluti.

Mauro.

lunedì 16 gennaio 2017

Lutti lunari

Tutti sanno chi è stato, nel 1969, il primo uomo a mettere piede sulla luna: Armstrong (anche se sono convinto che qualcuno di voi, se interrogato sul nome di battesimo, si confonderebbe tra Neil e Louis).

Però c'è stato anche un ultimo uomo sulla luna, nel 1972. E quest'uomo - Eugene Cernan - è morto oggi.

E dato che è stato l'ultimo uomo a contatto diretto con la luna, possiamo dire che oggi si chiude un'epoca (anche se alcuni "camminatori" sulla luna sono ancora vivi, il più famoso dei quali è Buzz Aldrin, compagno di viaggio di Armstrong).

Saluti,

Mauro.

domenica 15 gennaio 2017

Per tutte le femministe

Anche gli uomini possono essere vittime... e soprattutto soli.

Saluti,

Mauro.

venerdì 13 gennaio 2017

giovedì 12 gennaio 2017

Analfabetismo e analfabetismo funzionale

Oggigiorno l'analfabetismo funzionale è un problema (e non solo in Italia).

Un problema di cui non si parla è però la confusione che l'informazione fa tra analfabetismo tout court e analfabetismo funzionale.
Due cose diverse tra loro, ma che la stampa comincia a farci credere che siano la stessa cosa.

La differenza però c'è. E non è piccola.

L'analfabetismo tout court significa non saper leggere e scrivere. E, per lo meno in Europa, è quasi scomparso (purtroppo solo quasi).
L'analfabetismo funzionale significa saper leggere e scrivere, ma non saper capire quello che si legge.

E no, non è neanche un problema "cronologico", cioè prima impari a leggere e scrivere e poi a capire.
Potrei presentarvi un sacco di persone che leggono con difficoltà, ma che una volta letto dimostrano di aver capito quanto letto. E altrettante persone che leggono scioltamente ma alla fine non hanno capito un belino di quanto letto (anche laureati...).

Il fatto è che l'analfabetismo tout court riguarda l'istruzione, quello funzionale la cultura.
E per quanto istruzione e cultura abbiano molti punti di contatto, non sono sinonimi, non sono la stessa cosa.

L'istruzione puoi imporla per legge (e i paesi civili infatti lo fanno).
La cultura devi promuoverla, non puoi imporla. Ed è molto più faticoso (per questo quasi nessun paese - civile o non civile che sia - lo fa).

Saluti,

Mauro.

mercoledì 11 gennaio 2017

Due presidenti blabla

Obama se ne va.
Trump arriva.

Obama ha fatto tante chiacchiere.
Con pochi fatti a seguire.

Trump sta già facendo tante chiacchiere.
E difficilmente seguiranno fatti.

Insomma... due presidenti diversi nella forma (per chi si ferma alla superficie), ma alla fine uguali nei risultati: chiacchiere e non sostanza.
E forse coscientemente uguali nei risultati.

Saluti,

Mauro.

martedì 10 gennaio 2017

Un panorama non unico

Dal 7 dicembre fino al 31 gennaio al Porto Antico di Genova è presente una ruota panoramica. A detta dei gestori la più alta itinerante, non fissa, d'Europa.
Se veramente sia la più alta itinerante d'Europa non è comunque qui particolarmente importante, visto che a detta ruota (visibile nella foto sotto) è legata una bugia ben più grave.


Ai genovesi e ai turisti questa ruota è stata pubblicizzata come portatrice di un panorama unico e nuovo sulla città...

Peccato solo che il Bigo (peraltro fisso, non temporaneo come la ruota, vedasi foto sotto) a pochi metri di distanza da detta ruota porti genovesi e turisti a 40 metri di altezza, mentra la ruota si ferma a 30.
Quindi il panorama visibile dalla ruota era già visibile (anzi anche migliore) dal Bigo e già dal 1992... altro che panorama unico e nuovo.


Saluti,

Mauro.

sabato 7 gennaio 2017

I misteri degli algoritmi di Google

Io ho aperto il mio blog più di dieci anni fa su Blogspot, poi comprato da Blogger, ergo Google.
Ma qui non voglio parlarvi di chi compra o possiede cosa o di dove è meglio o peggio affidarsi (anche perché un meglio o peggio assoluto non esiste, esiste solo ciò che è più o meno adeguato alle esigenze di ciascuno).

Qui voglio parlarvi degli algoritmi che Google usa per mettere a disposizione di noi blogger le statistiche relative ai nostri blog.
Algoritmi che lasciano spazio a molti dubbi.

Prendiamo per esempio il mio blog, quello che state leggendo in questo momento.

Google mi offre un riassunto dei miei articoli più letti di sempre. Secondo questo riassunto, i miei articoli letti più di 500 volte sono i seguenti:

1) Impariamo a conoscere la bandiera italiana (2393 visite)
2) Come usare lo scopino da water (1789 visite)
3) Ignoranza brevettata (1070 visite)
4) La Grecia, l'Europa e il referendum (1022 visite)
5) La leggenda del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno (986 visite)
6) Indignazione prêt-à-porter (951 visite)
7) Consigli per perdere peso (741 visite)
8) I misteri del tedesco 1 (532 visite)
9) Bicicletta selvaggia (515 visite)

Però Google - nella sua magnanimità - mi permette anche di vedere i dettagli per ogni articolo. Cioè, il riassunto di cui sopra mi fornisce solo la "Top 10" (vedete solo 9 articoli perché ho pensato di limitarmi a quelli che avessero almeno 500 visite), mentre entrando nelle liste dettagliate posso vedere le visite ricevute da ogni singolo articolo.
In teoria le due liste dovrebbero essere identiche... solo che la prima (automatica) si fermerebbe al decimo posto, mentre la seconda (manuale) può proseguire fino a quando decido io.
Ergo: i primi dieci posti dovrebbero essere identici, a prescindere da dove cerchi i dati (al limite un paio di visite in più o in meno, nessun algoritmo è assolutamente perfetto).
Eppure...

Ecco la lista degli articoli con più di 500 visite, andando a cercare articolo per articolo:

1) Impariamo a conoscere la bandiera italiana (2700 visite)
2) Come usare lo scopino da water (2465 visite)
3) Ignoranza brevettata (1723 visite)
4) La leggenda del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno (1608 visite)
5) I misteri del tedesco 1 (1560 visite)
6) Mauro a Stoccarda (meglio di no) (1355 visite)
7) La Grecia, l'Europa e il referendum (1081 visite)
8) Indignazione prêt-à-porter (1016 visite)
9) Ne portiamo ancora la Croce (931 visite)
10) Consigli per perdere peso (839 visite)
11) Bicicletta selvaggia (836 visite)
12) Certificato di nascita alla tedesca (642 visite)
13) Cos'è l'arte (618 visite)

Come potete vedere, due statistiche completamente diverse (e non solo per un paio di visite in più o in meno), ma entrambe costruite su dati forniti dalla stessa fonte.

Ergo: valgono qualcosa gli algoritmi di Google?

Saluti,

Mauro.

Dettagli dall'Oberpfalz 2 - Avete domande da porci?

La ricchezza passata di Pegnitz:


Saluti,

Mauro.

venerdì 6 gennaio 2017

Italia sei salva

Sto tornando in Germania.

Saluti,

Mauro.

lunedì 2 gennaio 2017

Giustizialismo e garantismo

Le ultime polemiche (in parte strumentali, in parte giustificate) sulla svolta "garantista" del M5S sono semplicemente l'ultima versione di una antica tradizione italiana: l'oscillazione tra giustizialismo e garantismo.
A seconda delle convenienze - ma spesso neanche delle convenienze, bensì semplicemente delle mode - praticamente tutti i partiti della storia repubblicana sono stati entrambe le cose.

E il cittadino medio ha oscillato e oscilla tra i due estremi anche più di ogni partito, di qualsiasi colore esso sia.

Ma farebbe proprio tanto schifo affidarsi con equilibrio al Diritto (maiuscolo non casuale) e dimenticarsi sia il garantismo che il giustizialismo?

Saluti,

Mauro.