domenica 24 settembre 2017

Il ritorno del nazismo nel Bundestag

La AfD dopo le elezioni odierne manderà i suoi rappresentati nel Bundestag, la Camera dei Deputati tedesca.

Che la AfD sia un partito neonazista (anche se logicamente non si autodefinisce tale) è un dato di fatto.
E quindi è un dato di fatto che il nazismo - sotto spoglie democratiche - rientrerà in Parlamento.

Direte voi: "Bella forza! Il nazismo è caduto nel 1945!".
E no, invece!
La AfD in Parlamento è il ritorno del nazismo dal 1961, non dal 1945.

Fate pure tanto d'occhi... ma così è.

Nelle prime tre elezioni democratiche tedesche (1949, 1953 e 1957) infatti il DP (Deutsche Partei), partito di destra che raccoglieva anche vari ex nazisti (e che nel simbolo aveva gli stessi colori della NSDAP hitleriana) ottenne seggi parlamentari e venne anche coinvolto da Adenauer nel governo.
E solo nel 1961 non ottenne più seggi.

Ergo: Nonostante tutto quello che ci stanno raccontando i vari organi di stampa... l'estrema destra* in Parlamento in Germania nel dopoguerra c'è già stata.
La AfD è una novità solo per chi ha la memoria corta.

Saluti,

Mauro.

*Ed evito di citare tutti gli ex nazisti e i neonazisti che hanno trovato accoglienza nei partiti cosiddetti democratici, CSU in particolare.

sabato 23 settembre 2017

Chi vincerà domani

No, non vi darò i numeri del lotto e neanche i risultati per la schedina del Totocalcio.
Vi dirò solo chi vincerà e chi perderà domani alle elezioni politiche tedesche, elezioni che - senza ombra di dubbio - interessano comunque tutta Europa... o forse no, visto che ora prima delle elezioni c'è una Große Koalition a guida Merkel e dopo le elezioni ci sarà una Große Koalition a guida Merkel.

Ecco, vi ho rovinato la sorpresa: vi ho detto subito all'inizio chi vincerà.
Va beh, ci sono altre cose interessanti da dire sul voto di domani.

Per prima cosa guardiamo alla situazione attuale nel Bundestag (il corrispettivo tedesco della Camera dei Deputati, per l'altra camera - il Bundesrat, corrispettivo del Senato - non si vota non essendo elettivo).

In questo momento ci sono nel Bundestag (630 seggi) quattro partiti:
- CDU/CSU, 309 seggi (frutto del 41,5% dei voti alle elezioni del 2013);
- SPD, 193 seggi (25,7%);
- Die Linke, 64 seggi (8,6%);
- Grünen, 63 seggi (8,4%);
- più un deputato indipendente.
I partiti non arrivati nel Bundestag hanno raccolto nel complesso il 15,8% dei voti (ergo quasi un sesto dei voti espressi non hanno trovato rappresentanza a causa del sistema elettorale, che descrissi qui).

Intanto piccola osservazione.
La Große Koalition è andata al governo grazie alla bugia della TINA (no, non è una cantante pop, è l'acronimo di "There Is No Alternative"), mentre come vedete ci sarebbero i numeri per almeno due alternative:
- CDU/CSU/Grünen (che già governano insieme, per esempio, nel Baden-Württemberg):
- SPD/Linke/Grünen (che già governano insieme, per esempio, in Turingia).

Ora vediamo cosa dicono gli ultimi sondaggi fatti qui in Germania sul voto di domani (i sondaggi non conteggiano gli astenuti o i voti non validi):
- CDU/CSU: 34-37%;
- SPD: 20-22%;
- AfD: 10-13%;
- FDP: 9-11%;
- Die Linke: 9-11%;
- Grünen: 7-8%;
- Altri: 3,5-5%.

Quindi, secondo i sondaggisti, si ricadrebbe nella vecchia TINA (stavolta vera, non finta come nel 2013) con conseguente Große Koalition.

Sulla Große Koalition, come già detto all'inizio, concordo anch'io. Non solo per la mancanza di alternative (anche se come vedrete dopo io in realtà alternative ne vedo, poi se queste siano migliori o peggiori della Große Koalition o con essa interscambiabili ognuno lo giudichi per sé) ma per convenienza politica (e per pressione delle cosiddette élites che nella Große Koalition vedono il miglior modo di andare avanti in maniera gattopardesca).

Io prevedo invece quanto segue (e vedrete un paio di sorprese):

- CDU/CSU: 35-37% (qui concordo coi sondaggisti, i democratici della Merkel possono vivere di rendita anche se oggi non entusiasmano nessuno);
- SPD: 23-25% (i socialdemocratici sono sì in crisi di identità, ma i sondaggisti vedono la loro crisi più grossa di quel che effettivamente è);
- AfD: 6-8% (i tedeschi si lamentano tanto della Merkel e dell'Europa, urlano e sbraitano ma nell'urna poi sono dei coniglietti: i neonazisti della AfD lasceranno voti sia agli attuali partiti di governo che all'astensionismo... e forse anche ai liberali);
- FDP: 11-13% (i liberali in quanto unico partito tradizionale che può far finta di avere una veste intonsa non essendo stato presente nell'ultimo Bundestag possono avere un deciso successo, forse ancora superiore a quello che penso io);
- Die Linke: 10-12% (la sinistra postcomunista in quanto unico partito dotato di una linea politica precisa e riconoscibile - apprezzabile o meno è un altro discorso - otterrà un buon risultato e sfrutterà probabilmente la crisi dei verdi, rubandogli voti);
- Grünen: 5-7% (i verdi hanno perso completamente identità e visibilità, soprattutto ora che la Germania ha stabilito irrevocabilmente l'uscita dal nucleare e che loro, pur di governare, a livello locale hanno dimostrato di essere disponibili ad allearsi con chiunque... ma proprio chiunque, cani e porci compresi).

Quindi probabilissima Große Koalition, anche se forse alternative potrebbero esserci:
- CDU/CSU/FDP (cosa che non dispiacerebbe a parte dei mercati finanziari);
- SPD/Linke/Grünen (se i verdi mi smentiscono e se la SPD toglie l'assurdo veto a livello nazionale contro la Linke, visto che a livello locale lo ha tolto da tempo);
- CDU/CSU/FDP/Grünen (se i democristiani - e soprattutto i liberali - dovessero ritenere i verdi affidabili a livello nazionale).

Domani sera potrete farmi i complimenti o insultarmi :-)

Saluti,

Mauro.

martedì 19 settembre 2017

Scandalo! Un telefono che serve per telefonare!?!?

Oggi, cazzeggiando sul web, mi è capitato di leggere questo testo di Mauro Zucconi.

E mi è tornata in mente un'"avventura" capitatami intorno al 2005 a Colonia.

Il mio vecchio cellulare stava tirando le cuoia e ne volevo comprare uno nuovo. Al tempo non avevo particolari necessità (per quelle avevo comunque quello aziendale): mi serviva telefonare, mandare/ricevere SMS/MMS (anche se questi ultimi poi non li ho mai mandati né allora né dopo) e avere una fotocamera di base... del resto non dovevo fare reportage fotografici ;-)
Vado nella filiale di Colonia di una grande catena di elettronica/elettricità, vedo in esposizione il modello che mi occorre e chiedo al commesso di darmene uno.
Non ho chiesto nessuna consulenza, non ho fatto domande sulle caratteristiche e neanche sul prezzo. Niente di niente.
Lui però comincia a elencarmi le caratteristiche e a fare il confronto col modello a fianco che per pochi € in più mi concedeva di fare questo, quello e quell'altro... magari anche di farmi un uovo al tegamino (non lo so perché dopo le prime due parole, capito dove voleva andare a parare, ho smesso di ascoltarlo).

A un certo punto lo interrompo e gli dico: "Io voglio quel telefonino. Non un altro. Devo solo telefonare. Telefonare. Telefono. Capito?"
Proprio così, non è una parafrasi, solo che lo dissi in tedesco e non in italiano: "Ich will das Mobiltelefon da. Nicht ein Anderes. Ich muss telefonieren. Telefonieren. Telefon. Verstanden?".

Ho ottenuto il telefonino che volevo... ma godermi la faccia del commesso è valso più di quanto ogni telefonino possa mai valere :-)

Saluti,

Mauro.

domenica 17 settembre 2017

Vi pare poco aver evitato una guerra nucleare?

Stanislav Petrov.
È morto a maggio, in silenzio come era vissuto e quindi ce ne accorgiamo solo ora.

Lui sì che avrebbe meritato il Nobel per la pace, altro che Obama o Suu Kyi.
Del resto... vi pare poco aver evitato una guerra nucleare?

Saluti,

Mauro.

sabato 16 settembre 2017

Il balletto dei followers

Già tempo fa scrissi di comportamenti assurdi (se non idioti) dei frequentatori dei social network.

Quanto osservai allora non è ovviamente tutto.
Ci sono anche altri comportamente assurdi, tra cui quello che io chiamo il balletto dei followers.

In cosa consiste? Guardate il numero di coloro che vi seguono su Twitter, Facebook e compagnia cantante: questo numero andrà su e giù come fosse sull'altalena.
Perché?
Perché la gente non pensa, si comporta in maniera compulsiva e/o pavloviana.

Mi spiego meglio.
Scrivo un intervento che a te piace, interessa e subito fai follower alla Pavlov e decidi di seguirmi. Però prima non ti informi su cosa scrivo in generale, su quali temi e in quali modi. Io sono semplicemente quell'intervento e nient'altro.
Dopo un po' scrivo un intervento che non ti piace, non ti interessa e subito, da bravo pavloviano, decidi di non seguirmi più. Anche qui senza informarti (e senza ricordare l'intervento per cui avevi deciso di seguirmi). Io sono di nuovo solo quest'intervento e nient'altro (neanche l'intervento di prima).
E così il numero dei followers oscilla di giorno in giorno, se non di ora in ora, in una specie di balletto sismico (registrassi regolarmente il numero di coloro che mi seguono e lo riportassi su un grafico temporale sembrererebbe l'andamento di un sismografo).

Saluti,

Mauro.

lunedì 11 settembre 2017

Dettagli dall'Oberpfalz 6 - Consigli contro i rapimenti


Più pesi, più è difficile rapirti.
Proteggi te stesso e mangia dolci!!!


(Visto fuori da un panificio-pasticceria).


Saluti,

Mauro.

Fortuna che è Nobel per la Pace

Molti di voi avranno letto o sentito dei nuovi scontri in Birmania (o Myanmar che dir si voglia) che riguardano i Rohingya (qui un buon riassunto del Post per chi si fosse perso la cosa).

Inciso:
Qualcuno sa che fine abbia fatto la nave con profughi che nessuno voleva?

Ora il ministro degli esteri birmano è una certa Aung San Suu Kyi, premio Nobel pace nel 1991.
Perché le venne assegnato il Nobel? Perché era una dissidente perseguitata.
Cosa avrebbe dovuto comportare il suo status di perseguitata? Che la comunità internazionale la proteggesse dalla dittatura birmana che la perseguitava.
Cosa dovrebbe premiare il Nobel per la pace? Un impegno attivo per la pace, contro i conflitti.
Cominciate a capire l'inghippo? Anche lei, come Obama 18 anni dopo, venne premiata non per ciò che aveva fatto per la pace (né lei né Obama avevano fatto nulla per la pace) bensì per mandare un messaggio (nel caso di Obama alla destra USA, nel caso di Suu Kyi alla giunta birmana).

E ora ci si stupisce che lei da ministro (per di più in un governo guidato ancora dai militari che un tempo la perseguitavano) non si pronunci sulla persecuzione contro i Rohingya.
Anzi si è addirittura lamentata della "disinformazione" che aiuta i "terroristi".
Amanda Taub e Max Fisher si sono chiesti sul New York Times le cause di questo suo comportamento, individuandone quattro possibili.
Ma forse la verità è molto più semplice: a Suu Kyi non gliene frega niente.

Come in tanti altri casi mi stupisco dello stupore.

E vedo che il Nobel per la pace è in molti casi (e più spesso degli altri premi) dato semplicemente per mandare messaggi politici e solo in pochi casi per meriti veri (che poi spesso a Oslo non interessano, sono solo effetti collaterali dei "meriti" che a Oslo interessano).

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Tra le altre cose sembra che i militari birmani stiano usando le mine antiuomo, messe al bando da trattati internazionali.

domenica 10 settembre 2017

La lotta alle bufale: istruire prima di sbugiardare

Qualcuno dei miei pochi lettori si sarà chiesto come mai io non abbia detto la mia sulla lotta alle bufale con un articolo espressamente dedicato.

Beh, ne hanno parlato e sparlato talmente in tanti che alla fine riparlarne significava solo contribuire a nascondere il problema (infatti alla fine la gente si è stufata di sentirne parlare).
E ora che le acque si sono calmate posso finalmente dire la mia :-)

Prima cosa: sbugiardare è secondario, non è la cosa più importante.
Sbugiardare con grande tam tam mediatico è veramente importante solo quando le bufale provocano problemi, danni concreti e potenzialmente permanenti (in particolare quando si tratta di salute, tipo la bufala su autismo e vaccini).
In tutti gli altri casi sbugiardare con detto tam tam significa solo dare ulteriore visibilità alla bufala stessa, dandogli dignità mediatica che (forse) senza sbugiardamento non avrebbe avuto.
È chiaro che ogni notizia falsa va quando possibile corretta, però l'artiglieria pesante va tirata fuori solo nei casi di cui sopra.

E allora cosa serve per difendersi dalle bufale?
Serve la prevenzione. E la prevenzione si ottiene tramite l'istruzione.

E non mi riferisco tanto a questioni di conoscenze, ma di metodo.
Certo è importante conoscere le scienze, le lingue, eccetera (in primis e obbligatoriamente la matematica e la lingua del paese dove si vive, a seguire poi il resto)... ma ancora più importante è il saper pensare, l'avere un metodo nell'affrontare le informazioni (corrette o meno che siano) che ci arrivano da tutte le parti: la scuola deve insegnare il pensiero critico, l'uso della logica.

Se una persona sa pensare criticamente, sa usare almeno le basi della logica riconoscerà in maniera praticamente automatica la maggior parte delle bufale, senza neanche bisogno di conoscenze specifiche e senza bisogno dell'intervento dei cosiddetti debunker.

E così facendo si crea anche un circolo virtuoso: più pensi più impari a pensare, più usi critica e logica più affini le tue capacità critiche e logiche.
Mentre se aspetti sempre che arrivi qualche esperto (o presunto tale) a sbufalare... al massimo affini le tue capacità di lettura, ma atrofizzi tutto il resto. Non pensi.

Il miglior debunker è l'istruzione.
E l'istruzione arriva da famiglia e soprattutto scuola, non da stampa e internet.

Ribadisco: la scuola deve insegnare il pensiero critico, l'uso della logica.

Saluti,

Mauro.

lunedì 4 settembre 2017

L'asteroide buondì

Avrete avuto tutti notizia dei dibattiti sui social networks (ormai debortati anche sulla stampa, come se non ci fossero sufficienti temi seri di cui occuparsi) riguardo alla nuova pubblicità del Buondì Motta in cui un asteroide (che poi in realtà sarebbe un meteorite... ma vabbé) uccide la mamma o il papà.

Io non capisco.
È una pubblicità. Può essere bella, brutta, intelligente, stupida (e stupida lo è, questo sì, ma la stupidità non è reato) ma pubblicità rimane. Niente di più (e non è niente di offensivo, solo di stupido, come già detto).

Ribadisco: non capisco.
Deve essere il caldo che dà alla testa (di chi dibatte del nulla, come in questo caso).

Che poi, detto tra noi, se c'è proprio qualcosa di cui si potrebbe discutere è l'immagine della bambina: con quel testo stupidissimo sparato a mitraglia viene di fatto mostrata come una minus habens.

Saluti,

Mauro.

giovedì 31 agosto 2017

La maggioranza bulgara di Macron - Una conferma

Dopo le elezioni francesi avevo scritto qui che non mi sembrava una bella cosa per un paese democratico avere una maggioranza così schiacciante come quella ottenuta da Macron e che il rischio (al di là delle buone intenzioni o meno) è che la cosa potesse dargli alla testa.

Ora Ignace Danton sembra tra le righe - ma neanche poi tanto tra le righe - pensarla come me, infatti qui scrive:

Macron oggi sconta una certa arroganza post elettorale, quell’idea di cambiare tutto mettendo a soqquadro il quadro economico, politico e sociale in un colpo solo, impresa ardua dopo le rivoluzioni, figuriamoci dopo elezioni che, con il sistema rigorosamente maggioritario vigente in Francia, fanno vincere tutta la posta anche con il 40.% scarso dei voti.

Saluti,

Mauro.

domenica 27 agosto 2017

Cavalcando i paragrafi

In Germania (e nel mondo tedescofono in generale) esiste una particolare categoria di persone per cui si usa le definizione "Paragraphenreiter", che tradotto letteralmente sarebbe "cavalcatori di paragrafi".
Nessuno (o quasi) ama essere inserito in questa categoria, viene considerata offensiva... ma è una delle caratteristiche innate della mentalità teutonica ed è molto, ma molto più diffusa di quanto i tedeschi ammettano.
È una delle cose che i tedeschi praticano con passione ma su cui obbligatoriamente va steso un velo di silenzio.

Ma cos'è un cavalcatore di paragrafi?
Un cavalcatore di paragrafi è una persona che sostanzialmente ha la caratteristica di saper leggere e capire bene (anche troppo) la lettera di ciò che legge, ma che non sa pensare, non ha nessuna capacità (ma neanche volontà) interpretativa.
Questo porta due conseguenze:
- Per queste persone tutto deve essere regolato nei minimi dettagli, ciò che non è regolato non esiste (e se dovesse esistere è semplicemente l'anticamera dell'apocalisse);
- Queste persone vivono di cause, proteste ufficiali, denunce, lettere a sindaci e giornali, eccetera, eccetera... rendendo la vita propria e altrui un inferno.

Tutto ciò mi è tornato in mente leggendo la lettera di un lettore nel supplemento di venerdì della Süddeutsche Zeitung, uno dei due più importanti quotidiani tedeschi.

Traduco qui la lettera:
Il consorzio trasporti Reno-Meno concede un rimborso parziale del costo del biglietto per ritardi superiori ai dieci minuti. Ieri io ho potuto prendere un treno precedente a quello previsto, perché questo aveva già in partenza un notevole ritardo. Quindi sono arrivato a casa prima nonostante il ritardo. Posso comunque avvalermi della regola dei dieci minuti? (1)

Ora questa persona aveva capito benissimo lo spirito della regola e cercava semplicemente di trarne un doppio vantaggio (arrivo anticipato a casa + rimborso di parte dei costi).
Il problema è che nel suo caso il rimborso andava contro lo spirito della regola ma sarebbe stato perfettamente corretto considerando solo la lettera della regola.
Proprio per questa legittimità molti tedeschi in questa situazione avrebbero fatto direttamente richiesta di rimborso non per ottenere un vantaggio, bensì semplicemente perché "così dice la regola e quindi così va fatto" (anzi molti cavalcatori di paragrafi sono ben contenti di aver anche personalmente svantaggi pur di vedere rispettato anche il più insignificante e assurdo cavillo... e poi gonfiano il petto tronfi della propria superiorità morale nei confronti degli altri).

Un altro esempio capitò a me una ventina d'anni fa, nel 1996.
Era l'epoca in cui la UE stava rendendo effettive le regole presenti nei trattati di Schengen, Maastricht & co. e stavano cambiando molte cose per i cittadini UE residenti in altri paesi UE (tipo io in Germania), mentre allora poco o nulla cambiava per i cittadini del paese stesso e per i cittadini extracomunitari (poi sono cambiate cose anche per questi ultimi, ma allora i cambiamenti riguardavano quasi esclusivamente i cittadini UE).
Io avevo bisogno di un certificato di residenza quindi mi recai all'anagrafe di Münster per richiederlo. L'impiegata cerca i moduli che devo compilare e non li trova... non li trova perché ci sono i moduli per i "tedeschi" e per gli "stranieri"... ma lei sapeva (come da regolamento) che lo straniero tout court era il cittadino extra UE.
E non c'erano moduli per "cittadini UE non tedeschi". Quindi lei non poteva farmi il certificato di residenza. Non era prevista una situazione come la mia, quindi detta situazione non poteva esistere. (2)
Il giorno dopo chiesi consiglio al consolato italiano: l'impiegato mi disse di non chiedere esplicitamente il certificato di residenza, ma di chiedere semplicemente il modulo xyz, compilarlo e consegnarlo senza dire nulla. Lo feci ed ebbi il mio certificato di residenza in cinque secondi.

Il problema è che anche se le nuove generazioni sono un po' piú flessibili e indipendenti, questa mentalità è ormai entrata talmente a fondo nel DNA tedesco che i conseguenti danni e problemi andranno avanti ancora per generazioni.

Saluti,

Mauro.

(1) Non so se poi l'autore della lettera abbia chiesto il rimborso, ma colui che risponde alle lettere su detto supplemento gli ha risposto che tecnicamente sì, ne avrebbe diritto, ma che ciò andrebbe contro lo spirito della regola e non sarebbe eticamente corretto.

(2) In realtà la situazione era di una semplicità disarmante: essendo la regola nuova e non essendo ancora pronti i formulari nuovi lei avrebbe tranquillamente darmi qualsiasi dei due formulari, sia quello per i tedeschi che quello per gli stranieri e per me sarebbero andati bene entrambi.
Ma né lei né il direttore dell'ufficio (a cui si rivolse per consiglio) erano in grado di pensare oltre la lettera.

lunedì 21 agosto 2017

Temperatura percepita. Corretta ma inutile.

Uno dei temi preferiti dai telegiornali e dalle trasmissioni meteo (o più correttamente pseudo-meteo) quando arriva l'estate è la "temperatura percepita", cioè la temperatura che uno "sente" sulla pelle indipendentemente dalla temperatura effettivamente indicata dai termometri.

Osservazione: Perché se ne parla solo d'estate? Boh!
La temperatura percepita è una grandezza che può essere calcolata (sì, calcolata, contrariamente alla temperatura vera che si misura e non si calcola) in ogni stagione.
E che può anche essere inferiore o uguale alla temperatura effettiva, non solo superiore come sembra guardando le trasmissioni pseudo-meteo.

La temperatura percepita viene calcolata tenendo conto di umidità, venti e altri parametri misurabili, usando algoritmi messi a punto da meteorologi e che vengono costantemente raffinati e migliorati (o almeno così dovrebbe succedere).
E fin qui tutto bene.

Il problema è che la temperatura che percepiamo sulla nostra pelle è soggettiva.
È vero che può essere diversa (anche molto) dalla temperatura effettiva, ma non dipende solo dai parametri misurabili di cui sopra. Anzi.
Dipende anche dal metabolismo, dalle condizioni fisiche, dall'età, dalla costituzione di ciascuno di noi.
Nello stesso identico luogo e tempo io percepisco una temperatura, mia madre quasi anziana un'altra, il bambino piccolo del mio vicino un'altra ancora e così via.

Quali conclusioni possiamo trarre da quanto sopra?
La temperatura percepita è una grandezza derivata (non misurata) corretta e non aleatoria, se calcolata seriamente, tenendo conto di tutti i parametri noti.
Ma è comunque una grandezza che non dice nulla, che non serve a nulla.
Per dare consigli alle singole persone serve un'analisi personale, per dare consigli generali basta considerare temperatura e umidità effettive.

Saluti,

Mauro.

domenica 20 agosto 2017

Piccola avventura (non) omeopatica

Qualche giorno fa mia mamma aveva un po' di tosse e sentiva grattare la gola. Nulla di serio, ma comunque un fastidio.
Essendo cosa da poco non è andata dal medico ma direttamente in farmacia chiedendo qualche cosa per la gola, tipo pasticche alle erbe o cose simili.
In breve, mia mamma cercava un prodotto di erboristeria (fosse stato qualcosa di più serio sarebbe andata dal medico e avrebbe chiesto un farmaco adeguato).

La farmacista (almeno colei che mia mamma pensava tale, non ero presente quindi io non so se fosse veramente la farmacista o solo una commessa) le ha detto che aveva qualcosa di meglio e le ha dato un prodotto omeopatico.
Senza però dirle che fosse un prodotto omeopatico (mia mamma sa molto, ma molto vagamente cosa siano, ma al di là delle conoscenze di mia mamma non è corretto non dire al cliente che tipo di "farmaco" gli si sta propinando, anche fosse provatamente il miglior farmaco del mondo).

Tornata a casa si è messa a leggere le indicazioni sulla confenzione e ha cominciato a storcere il naso. Leggeva espressioni come "non testato", "efficacia non garantita"...

Appena torno a casa anch'io mi chiede cosa significa quanto legge. Leggo a mia volta e le spiego che si tratta di omeopatia (la prima parola che leggo è il nome del produttore: Boiron... quindi non serve leggere oltre per sapere che è omeopatia, ma leggo lo stesso), che non sottosta alle stesse regole dei farmaci (quindi non obbligo di test o altro), che il principio attivo è nella migliore delle ipotesi molto diluito se non totalmente assente.
E lei: "ma allora?"
E io le ho spiegato che secondo chi ci crede funziona in base alla memoria degli ingredienti e altre idee non provate (o meglio provate come non vere, non funzionanti, ma con mia mamma ho usato la formula dubitativa perché volevo vedere la sua reazione).

Lei è saltata su e ha detto: "metti via, non ne voglio sapere, la farmacista mi ha fregato!"

Grande mamma :-)

Saluti,

Mauro.

Rosso provinciale

Da qualche tempo la mia Liguria è invasa da tappeti rossi (o da "red carpet" come dicono politici e responsabili marketing capeggiati dal presidente della regione Toti).
Il primo è stato steso tra Rapallo e Portofino e poi via via in tutta la regione su alcune delle passeggiate e strade più turistiche e scenografiche.

Appena ne hanno cominciato a parlare la prima cosa che mi sono chiesto è stata: ma a cosa servono?
Infatti venivano spacciati come invito a venire in Liguria, per far sentire il turista un VIP.
Ma qualcuno crede veramente che un turista venga in Liguria solo per camminare su un tappeto rosso? Tappeto che oltretutto spesso copre pavimentazioni degne di nota, pavimentazioni che potrebbero sì dare qualcosa di più al turista che potesse ammirarle, oltre che camminarci sopra.
Che esistano turisti stupidi e ignoranti è (purtroppo) vero, ma credere che un turista scelga la destinazione a causa di un tappeto rosso significa credere che la caratteristica essenziale del turista sia l'essere stupido e ignorante.

E subito dopo mi è sovvenuta una seconda domanda: ma lo sanno che i tappeti - calpestati ed esposti al sole e alle intemperie - vanno curati, puliti, che serve manutenzione?
No, direi proprio che non lo sanno, viste le condizioni che ho trovato sulla passeggiata di Nervi quando ho avuto modo di osservare di persona il tappeto il 6 agosto scorso e come testimoniano le seguenti foto:



Insomma, qual è alla fine il significato di questi tappeti?

Nulla. Non significano nulla. Sono solo una boriosa esibizione di provincialismo.

Saluti,

Mauro.

sabato 12 agosto 2017

Dettagli genovesi 21 - Alpini marittimi

Non, non pini. Proprio alpini.

In questa torretta sul mare:


Ha sede questo:



Saluti,

Mauro.

venerdì 4 agosto 2017

Al vostro servizio... o no?

Oggi sono andato a fare un prelievo al bancomat.
Essendo la mia carta emessa da una banca tedesca senza succursali o partner in Italia, prelevare da una banca o dall'altra per me è lo stesso.
Casualmente mi sono trovato davanti allo sportello della ING-DiBa, banca tedesca appartente al gruppo olandese ING.
Inserisco la carta nell'apposita fessura e il software, riconoscendo che la carta è tedesca, mi fa apparire sullo schermo in tedesco.

Peccato che mi accolga con questa schermata:


Cosa significa il testo?
Semplicemente... "Pregasi aspettare, mentre non diamo corso alla sua richiesta".

Molto gentili.

Saluti,

Mauro.

P.S.: Poi il prelievo è andato bene... era la traduzione andata male... e per fortuna che era una banca tedesca 😀

martedì 18 luglio 2017

giovedì 13 luglio 2017

Costituzione - Disposizioni transitorie e finali: La disposizione XII

Negli ultimi giorni ha fatto tanto rumore la proposta di legge del deputato PD Emanuele Fiano volta a proibire simboli e gesti di natura fascista.

Logicamente quasi tutti (favorevoli e contrari) hanno tirato in ballo la Costituzione, generalmente a sproposito e senza averla letta (come avevo già dimostrato qui per l'articolo 11 e qui per l'articolo 32), sostenendo che detta simbologia fascista è già ivi trattata e che quindi in sostanza:
1) la legislazione al proposito non esaurisce completamente quanto la Costituzione prevede e quindi va ampliata/precisata (i favorevoli);
2) nella Costituzione c'é già tutto e non serve altro (i contrari, tra cui i neofascisti, quindi coloro che dovrebbero essere i primi nemici della Costituzione).

Ma cosa dice la Costituzione veramente?

Sorpresa: sui simboli fascisti non dice proprio nulla. NULLA!

La XIIma disposizione transitoria e finale recita infatti:
"È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
In deroga all'articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dalla entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista."

A noi logicamente interessa il primo capoverso, visto che il secondo (oltre a non parlare di simboli) ha esaurito il suo compito il 31 dicembre 1952, cinque anni dopo l'entrata in vigore della Costituzione (entrata in vigore datata 1° gennaio 1948).

E di cosa parla questo primo capoverso?
Parla del partito fascista, non dei suoi simboli. SOLO del partito in quanto tale.

Cosa significa ció a livello costituzionale e legislativo? Che usare simboli e gesti fascisti non è anticostituzionale e diventa reato solo nel momento in cui diventa veicolo per ricostituire il partito fascista o per commettere/facilitare altri reati previsti dal codice.

Ora si può essere favorevoli o contrari alla proposta Fiano (io qui non mi pronuncio), ma per favore NON TIRATE IN BALLO LA COSTITUZIONE.
Qui la Costituzione non c'entra nulla.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Un'altra osservazione, tanto per far capire quanto è "attenta" la stampa sulle notizie e sulla realtà: la proposta di legge è del 2 ottobre 2015 (quasi due anni fa) ma a leggere i giornali sembra una proposta fatta in tutta fretta dopo la scoperta della spiaggia "fascista" a Chioggia dei giorni scorsi.

P.S. 2:
Non venitemi a rompere le palle col discorso che sono disposizioni TRANSITORIE e finali: dato che i padri costituenti non hanno stabilito date di scadenza (se non per singoli punti esplicitamente evidenziati, come il secondo capoverso di cui sopra), dette disposizioni, fino a che non vengono abolite, hanno lo stesso identico valore di tutti gli altri articoli.

giovedì 6 luglio 2017

Lo scappamento dell'auto elettrica

©Stern

Vedete la centrale a carbone? È lo scappamento della nuova auto elettrica di papà.

Saluti,

Mauro.

lunedì 3 luglio 2017

Se il criminale è italiano o straniero

Generalmente la stampa quando riporta la cronaca di un reato specifica la nazionalità del colpevole (o presunto tale) solo se straniero, non se italiano (lo stesso capita qui in Germania, logicamente sostituendo "italiano" con "tedesco").
La domanda è: perché si specifica la nazionalità del criminale o presunto tale solo se straniero?

Molti vedono in questo fatto una sorta di razzismo non esplicito, come voler sottintendere "Vedete che se fossimo solo italiani (o tedeschi) le cose andrebbero meglio?".

Io non sono d'accordo.
Il razzismo è purtroppo vivo e presente nella nostra società, ma io non lo vedo in questo atteggiamento della stampa.

In questo atteggiamento vedo qualcosa di molto più semplice: il fornire dati relativi a una notizia.
E perché allora non specificare quando l'autore del reato è italiano (o tedesco)?
Sinceramente mi stupisce che molti se lo chiedano.

La spiegazione è in realtà a mio parere semplice.
Dato che in grande maggioranza le persone presenti sul territorio italiano sono italiane (e in grande maggioranza quelle presenti sul territorio tedesco sono tedesche), si da giustamente per scontato che quando succede qualcosa (anche in positivo, non solo in negativo) le persone coinvolte siano italiane (o tedesche in Germania), non serve specificarlo.
Mentre quando le persone coinvolte sono straniere, se non lo si specifica manca un'informazione, è come se fossero tutte italiane.

Ora si può discutere se detta informazione sia essenziale, se aggiunga qualcosa alla notizia. Su questo ci sono pareri discordanti (io personalmente direi che dipende dal contesto dell'avvenimento, ma è solo la mia opinione).
Ma il razzismo - almeno in questo caso - non c'entra nulla (e quando c'è razzismo lo si capisce dal tono dell'articolo, non certo dallo specificare o meno la nazionalità).

Saluti,

Mauro.

domenica 2 luglio 2017

Il superamento delle ideologie

Uno dei dogmi della politica odierna - di qualsiasi colore - è il superamento delle ideologie.

Poi leggi i programmi e ascolti i comizi e ti rendi conto che a essere state messe da parte sono le idee, non le ideologie.

Saluti,

Mauro.

venerdì 30 giugno 2017

I misteri del tedesco 5 - Numeri al contrario

Tra le tante particolarità e stranezze del tedesco (almeno in confronto alle altre lingue europee) vi è l'inversione decine-unità nella costruzione dei numeri a due cifre.
Cosa intendo?
Ve lo spiego con un esempio. Prendiamo il numero 24. In cifre si scrive così in tutta Europa. Ma in lettere? Vediamolo (limitandoci alle lingue principali).

Italiano: ventiquattro, cioè 20+4.
Inglese: twenty-four, cioè 20+4.
Francese: vingt-quatre, cioè 20+4.
Spagnolo: vienticuatro, cioè 20+4.
Polacco: dwadziescia cztery, cioè 20+4.
Russo: Двадцать четыре, cioè 20+4.
Svedese: tjugofyra, cioè 20+4

Ma... tedesco: vierundzwanzig, cioè 4+20.

E ciò vale per tutti le decine, con solo due eccezioni: i numeri 11 e 12, che vengono resi con una parola unica (11=elf e 12=zwölf).

Vero è che per alcuni numeri c'è l'inversione anche in italiano (i numeri tra 11 e 16: un-, do-, tre-, quattor-, quin-, se-dici) e in inglese (i numeri tra 13 e 19: thir-, four-, fif-, six-, seven-, eight-, nine-teen), ma in tedesco è proprio sistematica per tutte le decine (e, logicamente, si conserva se queste decine sono inserite all'interno di centinaia, migliaia, ecc.).

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco 1
I misteri del tedesco 2
I misteri del tedesco 3 - Culto e cultura
I misteri del tedesco 4 - In cucina

giovedì 29 giugno 2017

Considerazioni sparse sulle amministrative

Un paio di considerazioni sparse sulle amministrative conclusesi col ballottaggio di domenica scorsa in Italia.
Non voglio fare un'analisi completa e sistematica, solo fissare un paio di punti che mi sembrano interessanti e importanti.


1) Non ha vinto un partito o l'altro, una coalizione o l'altra: hanno perso tutti.
Ad aver vinto è stata l'astensione, il disinteresse, il menefreghismo.
Se le cose continueranno ad andare male (o, più probabilmente, peggio) non prendetevela con chi amministra i singoli comuni. Prendetevela con gli elettori che se ne sono fregati e che quindi hanno ridotto i ballottaggi a una specie di lotteria.


2) Sento tanto blaterare di sinistra unita: il PD si lamenta che la sinistra "vera" ha favorito le destre per fare la "dura e pura" (P.S.: non è vero), i partiti a sinistra del PD si lamentano che il PD non ha cercato il dialogo (P.S.: non è vero se parliamo del PD, lo è se parliamo solo della persona Renzi).
Entrambi però aggirano, ignorano il vero punto: ai ballottaggi, anche se PD e sinistra "vera" avessero fatto blocco, nella maggioranza dei casi i numeri non sarebbero bastati lo stesso. È da qui che deve partire la riflessione, non da altro.


3) Renzi (come già al referendum) ha fatto l'errore di personalizzare troppo il voto. E alle amministrative questo non ha MAI funzionato. Per nessuno. Tranne che, logicamente, per i candidati sindaci. E Renzi non lo era in nessun comune.


4) Qualche "analista" ha sostenuto che la discussione sullo "ius soli" (che tra l'altro non avremo anche se la legge in discussione dovesse passare senza modifiche, leggetevela bene) ha influito sul voto contro il PD. Io personalmente non credo, o almeno - se lo ha fatto - lo ha fatto in maniera molto marginale.
Se lo "ius soli" avesse spinto gli elettori, l'astensione sarebbe stata molto inferiore, vista la presenza insistente e ubiqua del tema nel dibattito non solo politico.


5) Comunque si valuti il voto di domenica scorsa non credo che lo si possa considerare un test significativo per le prossime politiche, come di fatto (nonostante le leggende metropolitane) le amministrative non lo sono mai stato.
A maggior ragione non lo sarà se la legislatura riuscirà ad arrivare alla sua fine naturale e non si voterà in autunno.


6) Tanti si chiedono come mai Grillo non riesca a sfondare nella "sua" Genova. La domanda è giustificata (del resto anche alle politiche e alle comunali precedenti il M5S ha ottenuto a Genova risultati più deludenti della media nazionale).
Non credo c'entri la tradizione politica della città (se c'entrasse non sarebbe mai stato eletto un sindaco sostenuto anche dalla lista neofascista della Meloni).
La mia impressione da genovese è che Grillo abbia trattato Genova con troppa supponenza. È come se lui avesse pensato: "Io vengo da Genova quindi Genova mi deve votare a prescindere, non serve che mi impegni". E la ha pagata.


Saluti,


Mauro.

mercoledì 28 giugno 2017

Processi per direttissima - Hillsborough Stadium

Qualche giorno fa vi avevo raccontato del processo "per direttissima" per la strage della Love Parade di Duisburg del 2010.

Ci sono paesi comunque che se la prendono ancora più comoda della Germania. Per la precisione il Regno Unito.

Il 15 aprile 1989 allo stadio di Hillsborough a Sheffield, prima della semifinale della coppa d'Inghilterra, ci fu un incidente (non tumulti tra le due tifoserie, quindi niente a che vedere con gli hooligans) che provocò una strage: 96 morti.
Fu chiaro fin da quasi subito che qualcosa non aveva funzionato nell'organizzazione e nelle misure di sicurezza.

Negli anni si sono susseguite le indagini e... finalmente oggi, 28 giugno 2017, David Duckenfield - ai tempi responsabile della polizia a Hillsborough - e altre cinque persone sono state incriminate per omicidio colposo.
Ad agosto comincerà il processo penale.
Solo 28 anni e 4 mesi dopo.
Per direttissima, insomma.

Saluti,

Mauro.

sabato 24 giugno 2017

Perché il terrorismo islamico non colpisce in Italia? - 2

Ad agosto 2016 spiegai qui perché il terrorismo islamico non colpisce in Italia.
Logicamente venni contestato, anche (soprattutto) da chi aveva letto sì, ma capito no (o meglio, aveva capito quello che voleva capire, e così ritorniamo qui).

Bene, sostanzialmente ieri il Guardian (aggiungendo analisi e fonti) mi ha dato ragione: Why has Italy been spared mass terror attacks in recent years?

È antipatico e arrogante dire "Io l'avevo detto". Però stavolta è anche giusto.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Il Guardian, non la Bild, il Daily Mail o il Fatto Quotidiano. Per fortuna.

mercoledì 21 giugno 2017

Abbacchiamento

Se uno è abbacchiato (prima che fraintendiate: solo abbacchiato, non depresso o peggio) senza motivo... cosa consigliereste per risolvere il problema?

Saluti,

Mauro.

lunedì 19 giugno 2017

Le persone non leggono quello che scrivi

Ma quello che loro decidono tu abbia scritto.

Mi spiego con un esempio.

Recentemente ho sostenuto su Twitter che 25 anni fa la Lega Nord veniva vista da molti giornalisti e politologi come la nuova sinistra (esattamente come il M5S più di recente).
Questa affermazione è stata fortemente contestata.
E fin qui tutto bene: se ho detto una cosa sbagliata è giusto contestarla (e al limite anche contestarmi, se lo si fa in toni civili).
Il problema sono gli argomenti usati per contestarla.
Il ritornello era: come puoi affermare che la Lega fosse di sinistra? La Lega è di destra!
Ergo, questi contestatori non hanno letto ciò che ho scritto, ma ciò che (per chissà quali recondite ragioni, visto che il mio pensiero sulla Lega è chiaro e ben noto) si aspettavano di leggere.

Se vuoi contestarmi, devi prima imparare a leggere: io ho scritto che molti politologi e giornalisti ritenevano la Lega la nuova sinistra, non ho sostenuto che la Lega lo fosse.
Non è vero che molti giornalisti e politologi lo sostenevano? Bene dimmelo, ma non dirmi che io sostengo ciò, visto che non lo ho fatto.

E soprattutto non continuare a dirlo dopo che te lo ho spiegato anche con altre parole (come ho effettivamente fatto).
La prima volta credo, logicamente, di essermi spiegato male io, la seconda magari anche... ma alla terza è chiaro che il problema sei tu, non io.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Questo è solo l'esempio "fresco". Mi è capitato anche altre volte su altri argomenti e vedo che capita a tante altre persone, non solo a me.

venerdì 16 giugno 2017

È morto Helmut Kohl

Nel 1982 Helmut Kohl divenne cancelliere qui in Germania.
Nel 1996, quando arrivai qui io, era ancora cancelliere... e molti (anche suoi nemici) gli prospettavano almeno altri dieci anni di cancellierato.
Ma il mio arrivo fu un terremoto e alle prime elezioni successive, nel 1998, Kohl cadde.

Insomma, senza di me i tedeschi avrebbero avuto Kohl cancelliere praticamente a vita :-)

Saluti,

Mauro.

mercoledì 14 giugno 2017

La maggioranza bulgara di Macron

Macron ha ottenuto col suo partito En Marche all'Assemblea Nazionale una maggioranza assoluta, che un tempo avremmo definito bulgara.
Essendoci dei ballottaggi aperti non si conoscono ancora i numeri precisi, ma già si sa che En Marche otterrà più di 400 seggi sui 577 totali.
Una maggioranza, credo, mai vista in un paese europeo democratico (forse in paesi piccoli, ma di sicuro non in paesi di dimensioni medio-grandi).

I sostenitori della preminenza assoluta della governabilità rispetto a ogni altra cosa (democrazia compresa) staranno sbavando dall'invidia dietro al risultato di Macron.
Tanto a Roma, quanto a Berlino o Madrid o altrove.
Ma quello che mi sto chiedendo io è altro.

Premesso che il risultato di Macron è totalmente legittimo ed è arrivato in maniera democratica (un sistema elettorale perfettamente democratico in realtà non esiste... ma confronto, per esempio, a quello presidenziale USA quello francese è anni luce avanti): è un bene - in un Parlamento democratico - che un partito (non una coalizione, un singolo partito) abbia una maggioranza così schiacciante?

Non lo so, ma temo di no.
La politica è anche compromesso, è pensare al paese tutto.
Non è solo avere un programma (anche il migliore dei programmi) e portarlo avanti stile schiacciasassi.
Con una maggioranza così schiacciante rischi di confondere il paese col tuo elettorato.
E così non è. Non è mai, in nessun paese.
Una maggioranza del genere rischia di dare alla testa anche al più ragionevole dei politici.

Vero è che un tempo qualcuno (purtroppo non ricordo chi) disse che un voto plebiscitario è la forma più perfetta di democrazia, perché se tutti votano per te allora tu rappresenti veramente tutti... però (al di là dell'essere d'accordo o meno su quest'affermazione) qui abbiamo una maggioranza schiacciante, non un 100% dei voti... :-)

Saluti,

Mauro.

venerdì 9 giugno 2017

Riina e la morte dignitosa: stiamo parlando del nulla

In questi giorni si sta parlando tanto (e generalmente a sproposito) della sentenza della Cassazione su Totò Riina.
Dopo le false e sensazionalistiche notizie dei giornali già molti hanno messo in chiaro che la Cassazione non ha ordinato la scarcerazione di Riina.
Ha solo rinviato il tutto di nuovo al Tribunale di Sorveglianza, in quanto le sue motivazioni erano insufficienti e in parte contradditorie.
Per capirlo ai "giornalisti" sarebbe bastato leggere l'ultima frase della sentenza della Cassazione (non sarebbe neanche stato necessario leggere la sentenza completa, che comunque trovate qui):

"Annulla l'ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Sorveglianza di Bologna".

Ma non è tanto di questo che volevo parlarvi, la cosa è già stata chiarita bene altrove.

Quello che vorrei far notare è che in realtà si sta parlando del nulla. Sia gli avvocati di Riina che i vari tribunali si stanno occupando di una cosa che non ha senso (ma che chiaramente agli avvocati porta pubblicità e ai tribunali anche, in un modo o nell'altro).

Il punto è che l'ordinamento giuridico italiano prevede il diritto a una morte dignitosa anche per i detenuti, anche per i peggiori criminali detenuti.
E su questo credo che nessuna persona civile abbia qualcosa da ridire (è chiaro che le vittime la vedano spesso diversamente, ma non si può pretendere che le vittime perdonino, bensì solo che accettino le sentenze).

E Riina è malato seriamente (oltre che vecchio, il che certo non agevola la salute). Questo è un fatto.
Merita di morire dignitosamente? Per la legge sì (qualsiasi cosa noi moralmente pensiamo di lui).
E le carceri italiane non sono proprio il luogo migliore per morire con dignità, le condizioni della maggior parte di esse sono (eufemismo) "deficitarie".
E Riina è detenuto nel carcere di Parma (non so se sia tra i migliori o tra i peggiori in Italia, ma - come capirete sotto - la cosa in questo caso non conta proprio un belino).

Sicuri sicuri che Riina sia in carcere?
Burocraticamente sì... ma di fatto no.

Riina è ricoverato all'Ospedale Universitario di Parma in una camera singola posta momentaneamente sotto la giurisdizione del carcere di Parma, in quanto Riina è un detenuto, ma l'infermeria del carcere non poteva garantire adeguate cure.
In quella camera, a parte il fatto che è costantemente sotto sorveglianza delle forze dell'ordine e che non può ricevere visite liberamente come gli altri degenti, Riina ha le stesse comodità (o scomodità, visto che è pur sempre un ospedale) e riceve la stessa assistenza sanitaria degli altri degenti.
Sta morendo in un ospedale (o casa di cura), come la maggioranza delle persone (liberi cittadini o detenuti che siano) nelle sue condizioni di salute ed età.

Mi sapete dire dov'è la mancanza di dignità in questa situazione?
Riina sta morendo in maniera assolutamente dignitosa. All'ospedale.

Stiamo parlando del nulla.

Saluti,

Mauro.

giovedì 8 giugno 2017

Il (ora) famoso e frainteso articolo 32 della Costituzione

Tempo fa vi avevo parlato di come come costituzionalisti da strapazzo fraintendano e stravolgano l'articolo 11 della Costituzione.

Da quando è scoppiato il casino coi vaccini c'è un altro articolo diffusamente strapazzato, stravolto e frainteso: l'articolo 32.

I grandi "patrioti" difensori della libertà e della Costituzione (che non hanno mai letto, anche perché non so se sappiano leggere) ne citano sempre due bellissime frasi:

"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo"

e

"Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario".

E cari miei questa è, come già raccontato per l'articolo 11, lettura selettiva, non è la Costituzione.
L'articolo 32 della Costituzione recita:

"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana."

Notate le parole in grassetto?
Notate come i bellimbusti di cui sopra non solo tagliuzzano l'articolo ma addirittura le singole frasi?

Bene, quelle parole in grassetto significano due cose:

1) Che il diritto alla salute della collettività prevale su quello del singolo, ergo se metto in pericolo la salute degli altri, lo Stato non tutela più il mio diritto a scegliere se e come curarmi, ma tutela la collettività;

2) Che io non posso essere obbligato a nulla solo fino a che a rischio è solo la mia salute, se appunto invece metto a rischio la salute altrui (per esempio annullando l'immunità di gregge non vaccinandomi) lo Stato può obbligarmi a un trattamento sanitario, eccome se può (per fortuna)!

Detto ciò si capisce che il decreto sui vaccini (come scrissi qui) è totalmente insufficiente, nonostante la contestazione di tutte le oche starnazzanti "libertà, libertà, qua qua qua".

Saluti,

Mauro.

mercoledì 7 giugno 2017

Processi per direttissima - Love Parade

Molti dei miei lettori ricorderanno la strage alla Love Parade di Duisburg del 24 luglio 2010.

Il 6 o l'8 dicembre comincerà a Düsseldorf il processo (ipotesi di reato: omicidio colposo e lesioni colpose) contro sei dipendenti del comune di Duisburg e quattro dipendenti dell'organizzatore.

Sì, avete letto bene: comincerà, non si chiuderà.

7 anni, 4 mesi e 13 (o 15) giorni dopo i fatti. Con i presunti responsabili noti fin dal primo giorno.

Processo per direttissima, direi.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 31 maggio 2017

Parlamento a fisarmonica - Il sistema tedesco

In questi giorni si parla tanto di sistema tedesco per quanto riguarda la legge elettorale. Ma mi pare che ben pochi - anche tra chi lo propone - lo conoscano.

Bene, tanto per cominciare: se il sistema tedesco lo volessimo applicare così com'è, non potremmo farlo senza cambiare la Costituzione in due importanti punti.

Esaminiamo prima le necessarie modifiche costituzionali per le due camere e poi in dettaglio come funziona il sistema tedesco.

Senato

L'articolo 57 della Costituzione prevede l'elettività del Senato e ne stabilisce le regole principali:

Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.
Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Il corrispettivo tedesco del Senato è il Bundesrat (Consiglio Federale) che - come descrissi qui - non è elettivo.

E vi ricordo che in Italia c'è stato da poco un referendum che ha bocciato varie modifiche costituzionali, tra cui una delle più importanti era introdurre la non elettività del Senato.

Immaginatevi il casino che scoppierebbe se venisse riproposta, soprattutto a così poco tempo di distanza.

Camera

Qualcuno dirà: "Mauro non andare a cercare il pelo nell'uovo. Quello che si intende è prendere il sistema del Bundestag tedesco e usarlo per le due camere italiane".
Bene, facciamo finta che :-)

Anche qui servirebbe comunque una modifica costituzionale. Come contenuti di portata inferiore a quella di cui sopra, vero, ma la procedura e gli obblighi per poterla fare sono esattamente gli stessi.

L'articolo 56 della Costituzione definisce tra l'altro la composizione della Camera:

[...]
Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.
[...]

Quindi la Costituzione stabilisce di preciso quanti deputati debbano esserci... ma il sistema tedesco per il Bundestag (Dieta Federale) prevede un numero variabile di deputati (è una specie di fisarmonica, perché e come lo vedremo dopo).
Ciò significa che almeno questo articolo andrebbe comunque modificato.

Anzi, se questo sistema si volesse applicare a entrambe le camere andrebbero modificati sia l'articolo 56 che il 57, visto quest'ultimo stabilisce anche con precisione quanti senatori debbano esserci (a parte i possibili cinque senatori a vita, ma questi non c'entrano nulla con la legge elettorale e l'elettività in generale).

Il sistema tedesco (per il Bundestag, ovvio)

Cominciamo col dire che il sistema tedesco non è facile :-)

Intanto non c'è un numero fisso di deputati. Solo un numero minimo: 598. Poi capirete.

Per prima cosa: la Germania è divisa in collegi uninominali, dove ogni partito (se lo vuole) presenta un candidato.
E il candidato che prende più voti viene eletto (maggioritario puro). Senza ballottaggi e senza necessità di maggioranza assoluta.
Con questo sistema vengono eletti 299 deputati (Abgeordnete in tedesco).

Però ogni elettore in Germania riceve due schede, pur votando una camera sola (sì, due schede per una camera).
Nella seconda scheda l'elettore vota per la lista, ergo partito, non per un candidato. E questi voti vengono contati in maniera proporzionale. Proporzionale pura, senza resti, premi di maggioranza o altro.
E come vedrete dopo, sotto un certo punto di vista, questo secondo voto pesa più del primo.

Questo perché chi ha ideato il sistema ha deciso due cose:
1) I candidati eletti nei collegi uninominali tramite la cosiddetta Erststimme (primo voto, prima scheda) devono essere al massimo la metà dei deputati totali (da cui il 598 di cui sopra);
2) La rappresentanza finale nel Bundestag dei vari partiti deve rappresentare le percentuali espresse col voto di lista, la cosiddetta Zweitstimme (secondo voto, seconda scheda). Ergo la sostanza finale è un proporzionale puro: dai voti di lista verranno eletti tanti deputati quanti ne servono a rispettare la rappresentanza proporzionale.

Facciamo un esempio per spiegarci.

Mettiamo, per semplicità, che si presentino solo due partiti.
Il partito 1 si becca tutti i deputati eletti con la prima scheda, cioè 299.
Però con la seconda scheda il popolo ha deciso che due terzi dei voti vadano al partito 1 e un terzo al partito 2.
Ma quindi non potrò avere alla fine 598 deputati.
598 deputati significherebbe:
- partito 1: 299 (Erststimme) + 199 (due terzi della Zweitstimme) = 498 seggi;
- partito 2: 100 seggi (un terzo della Zweitstimme).

Ma... per la legge il partito 2 deve avere un terzo dei seggi e 100 su 598 sono di fatto un sesto (16,72%), non un terzo.
E allora?
E allora si bloccano i seggi del partito 1 a 498 e si aggiungono (tramite le liste della Zweitstimme) seggi per il partito 2, fino a che questi non raggiunge un terzo del totale.

Alla fine avremo quindi un Bundestag con 747 deputati, di cui 498 (66,67% alias due terzi) del partito 1 e 249 (33,33% alias un terzo) del partito 2.

Questo chiaramente è un esempio estremo (se ci fossero veramente solo due partiti con ogni probabilità le percentuali della Erststimme e della Zweitstimme sarebbero analoghe), ma serviva a rendere chiara l'idea.
Con più partiti il calcolo è ovviamente più complicato, ma il principio è identico.

A tutto questo va aggiunto che in Germania vige lo sbarramento al 5%, che - riguardando solo la Zweitstimme - ha tre effetti:
1) Se un partito ottiene seggi nell'uninominale, ma non raggiunge il 5% nel proporzionale, manterrà i seggi uninominali, ma non ne avrà altri, indipendemente da come sono distribuiti i secondi voti;
2) I secondi voti dei partiti che non raggiungono il 5% di fatto vanno persi e quindi i partiti che lo superaro saranno in realtà tutti un po' sovrarappresentati;
3) Più partiti superano il 5% più è probabile che le percentuali tra primo e secondo voto siano discordanti e quindi più è probabile che aumenti il numero totale di seggi (tradizionalmente i primi voti vanno ai due partiti più forti, CDU/CSU e SPD, solo eccezionalmente gli altri conquistano mandati diretti).


Aggiunta: Lo sbarramento non vale se un partito - che non raggiunge il 5% di voti di lista - conquista comunque tre o più mandati diretti. In quel caso otterrà seggi in proporzione alla percentuale di voti di lista ottenuti. (Me ne ero dimenticato in prima stesura, scusate).

Conclusioni

1) Il sistema tedesco (sia che lo si intenda in toto, sia che si intenda solo il sistema elettorale del Bundestag) per essere applicato in Italia necessita di modifiche costituzionali.
2) Adattare il sistema tedesco ai vincoli previsti dalla Costituzione incasinerebbe solo ulteriormente un sistema già incasinato di suo.
3) Un premio di maggioranza sarebbe la totale smentita del sistema tedesco, visto che questo prevede - fatto salvo lo sbarramento - una rappresentanza puramente proporzionale.
4) Più basso è lo sbarramento, più inutile e destinato a essere ingovernabile è il sistema tedesco (di fatto, anche se originariamente non in maniera voluta, costruito per far governare coalizioni di due partiti... né partiti singoli, né coalizioni di tre o più partiti).

Saluti,

Mauro.


lunedì 29 maggio 2017

No, l'Italia non metterà fuorilegge le monetine

Da qualche giorno (anche qui in Germania, quindi forse dovrei preparare anche una versione tedesca di questo articolo) si sprecano i titoli che dicono che l'Italia dal 2018 metterà fuori legge le monete da 1 e 2 centesimi.

No, signori miei, l'Italia non metterà fuorilegge proprio nulla. Anche perché in questo caso non ne ha il potere.
A seconda della questione ad avere questo potere sono la BCE oppure il consiglio dei ministri economici dell'area Euro. Nessuno stato singolo.

E infatti l'Italia smetterà semplicemente di coniare le monete da 1 e 2 centesimi, senza proibirne la circolazione.

Leggiamoci infatti il testo del decreto-legge in questione.
Il decreto è il numero 50 del 24 aprile 2017 nel suo ultimo aggiornamento del 27 maggio 2017 (protocollato col n. 4444 dalla Camera dei Deputati).

L'articolo che ci interessa è il 13-bis, aggiunto in commissione bilancio appunto il 27 maggio.

Leggiamolo.

1. A decorrere dal 1° gennaio 2018 è sospeso il conio da parte dell'Italia di monete metalliche in euro di valore unitario pari a un centesimo e a due centesimi di euro. Il risparmio derivante dall'attuazione del presente comma è destinato al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.

E basterebbe nella lettura fermarsi a questo primo comma: è scritto chiaramente che sarà solo sospeso il conio delle monetine.
Ma leggiamo anche il resto.

2. Durante il periodo di sospensione di cui al comma 1, quando un importo in euro costituisce un autonomo importo monetario complessivo da pagare e il pagamento è effettuato integralmente in contanti, tale importo è arrotondato, a tutti gli effetti, per eccesso o per difetto, al multiplo di cinque centesimi più vicino.

Qui è interessante l'inizio: "Durante il periodo di sospensione". Cioè si lascia il portone aperto per un ritorno futuro delle monetine. Grazie a questo dettaglio se quel futuro dovesse arrivare non servirà un gran lavoro legislativo per riprendere il conio.
Il resto è pura aritmetica: gli importi del tipo x,x0 €, x,x1 € e x,x2 € varranno tutti come x,x0 € mentre gli importi del tipo x,x3 €, x,x4 € e x,x5 € varranno tutti come x,x5 €.
Ma questo è come si sono sempre fatti gli arrotondamenti in matematica e scienza, niente di strano o nuovo.
N.B. (vedasi commento di Camicius): L'arrotondamento riguarda il pagamento in contanti (non con carte varie o via addebito bancario) e riguarda il totale della spesa, non i singoli prodotti acquistati.

3. Tutti i soggetti pubblici o incaricati di pubblici uffici o di pubblici servizi, inclusi i loro concessionari, rappresentanti, mandatari o agenti, sono autorizzati, senza necessità di ulteriori provvedimenti o determinazioni, ad acconsentire all'arrotondamento di cui al comma 2 in relazione a qualunque autonomo importo monetario in euro a debito o a credito.

Questa è semplicemente l'autorizzazione legale a effettuare gli arrotondamenti a chi offre prodotti o servizi. Necessaria, ma non aggiunge nulla a quanto sopra.

Il quarto comma invece a quanto pare nessun giornalista lo ha letto:

4. Resta impregiudicato il corso legale delle monete metalliche in euro destinate alla circolazione di valore unitario pari a un centesimo e a due centesimi di euro secondo le norme ad esse applicabili.

Allora, queste monetine hanno corso legale o sono fuorilegge?
Per saperlo basta saper leggere.

5. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi di cui all'articolo 2, comma 198, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, svolge un'apposita verifica sull'impatto delle disposizioni del presente articolo sulle dinamiche concernenti le variazioni dei prezzi di beni e di servizi praticati ai consumatori finali e riferisce su base semestrale le dinamiche e le eventuali anomalie dei prezzi dallo stesso rilevate nell'esercizio delle proprie attività e funzioni al Ministro dello sviluppo economico che provvede, ove necessario, alla formulazione di segnalazioni all'Autorità garante della concorrenza e del mercato e di proposte normative.

Speriamo che queste verifiche siano reali ed efficaci.

6. Le disposizioni del presente articolo sono comunicate alla Banca centrale europea entro un mese dalla data della loro entrata in vigore e si applicano dal 1° gennaio 2018.

E qui il necessario richiamo alla BCE (che alla fine deve dare il suo consenso, anche se in questo caso è solo un pro forma).

Quindi nessuna paura: non spunteranno spacciatori di monetine per contrabbandare questo pericoloso prodotto fuorilegge.
Spacciatori di fuffa tra i giornalisti invece ce ne sono tanti.

Saluti,

Mauro.

sabato 27 maggio 2017

Contro l'omeopatia

Morire d'otite nel 2017.

E ora voglio vedere se qualcuno ha ancora il coraggio di sostenere che l'omeopatia - o altra cura "alternativa" a scelta -  magari non curerà, ma di sicuro non fa danni.

Assassini!

E vi do anche un'altra notizia: non solo quel povero bimbo è morto, ma prima di morire ha subito sofferenze atroci.
Da piccolo soffrivo di otiti, so che dolori portano. E i preparati omeopatici, oltre a non curare, non hanno nessun effetto antidolorifico.

Torturatori!

E non solo l'omeopata. Anche i genitori che vedevano il bimbo soffrire e non facevano nulla.

Bastardi!

Saluti,

Mauro.

giovedì 25 maggio 2017

Può esistere una religione moderata?

Sì, lo so, nella vulgata comune il discorso moderato/radicale oggi riguarda solo l'Islam.

Ma al di là di ciò che io che scrivo, voi quattro gatti che mi leggete e chiunque altro possa pensare dell'Islam... la domanda riguarda obiettivamente la religione come concetto in sè. Al di là delle singole dottrine.

E la mia risposta è no: una religione non può essere moderata.

Una religione - qualsiasi essa sia - ha dei precetti, dei comandamenti (al di là del termine con cui vengono definiti, comandamenti restano... e per me, proveniente da una cultura cattolica - anche se personalmente ateo - il termine "comandamenti" rimane il più chiaro, il più comprensibile).
Quindi se uno è sincero credente in una qualsiasi religione... prende alla lettera detti precetti, detti comandamenti. Se è credente solo a parole, di quei precetti, di quei comandamenti in realtà non gliene frega nulla.

Ergo: il credente moderato non può esistere. Il credente può essere solo radicale. O non essere un vero credente.

Prima che fraintendiate: no, l'essere radicale non giustifica la violenza.
Il rispetto degli altri, anche se non condividono il tuo credo, deve essere patrimonio di qualsiasi essere civile - credente e non credente - quindi se uccidi in nome di un dio, qualunque esso sia, ciò dimostra solo che sei un povero bastardo, non che sei radicale (visto che un credente o è radicale o non è proprio, ma comunque la grande maggioranza dei credenti di qualsiasi religione non uccide nessuno, per fortuna).

Saluti,

Mauro.

martedì 23 maggio 2017

Che cos'è un intellettuale?

Stasera su Twitter ho posto (e mi sono posto) una domanda: che cos'è un intellettuale? Soprattutto un intellettuale oggi?

Cosa qualifica come tale? Quali compiti ha, se ne ha? Esserlo oggi merita rispetto o ludibrio?

Boh.
Tutto ciò che io so è che cosiddetti intellettuali (spesso autonominatisi tali) impestano stampa e televisioni.

Saluti,

Mauro.

domenica 21 maggio 2017

Il decreto sbagliato sul giusto obbligo di vaccinazione

Il governo ha approvato il decreto proposto dalla ministra Lorenzin (ministro della Salute) per l'obbligatorietà della vaccinazione per potersi iscrivere alle scuole dell'infanzia (comunemente ancora note come asili).

Lorenzin originariamente voleva estendere detto obbligo (giustamente) anche alla scuola primaria (precedentemente nota come scuola elementare), ma l'opposizione della sua collega incompetente Fedeli (abusiva ministra dell'istruzione, dell'università e della ricerca pur non possedendo nessuna istruzione) ha evitato ciò.

Ora, io non so perché Fedeli si è opposta all'obbligo (o meglio lo sospetto, ma preferisco evitare querele quindi taccio... dico solo che molto probabilmente c'è di mezzo anche il Codacons)... ma una cosa la so: senza obbligo di vaccinazione per l'accesso alla scuola primaria il decreto è inutile.

Perché?
Perché alle scuole dell'infanzia non è obbligatorio iscriversi e infatti, vaccini o non vaccini, molti genitori non iscrivono i propri figli a dette scuole.
Le scuole primarie invece sono obbligatorie, tutti devono frequentarle... ergo, senza obbligo, l'immunità di gregge (che è la vera utilità dei vaccini, al di là della protezione personale) va a farsi friggere.

Quindi la ministra (abusiva) Fedeli ha semplicemente deciso che in Italia devono avere via libera malattie facilmente debellabili grazie ai vaccini. E non è neanche ministra della Salute, quindi in teoria neanche dovrebbe avere voce in capitolo (anche tenendo conto che la vera ministra della Salute sa fare il suo lavoro, simpatica o antipatica che sia).

Saluti,

Mauro.

sabato 20 maggio 2017

Nessuna persona è illegale

Adesso mi attirerò caterve di insulti (e forse anche minacce)... ma comunque questa non riesco proprio a trattenerla (e poi per fortuna ho le spalle larghe).

Che ca**o di frase è "Nessuna persona è illegale", frase usata in varie manifestazioni pro accoglienza, in Italia e all'estero?
Mah, io sono per l'accoglienza... ma diffido di chi usa frasi così vuote, insensate e - soprattutto - che dimostrano incompetenza totale su diritto e legalità.

Quando è che una persona è illegale in quanto persona?
Semplicemente se è nata quando/dove/come le era proibito nascere. Cioè in nessun luogo al mondo oggi, neanche nelle peggiori dittature.

Una persona può commettere atti illegali, può essere coinvolta - consciamente o inconsciamente - in situazioni illegali, può essere vittima di atti illegali... ma non può essere illegale in sè. In nessun paese del mondo.

E anche il discorso clandestinità (a cui generalmente si riferiscono dette manifestazioni): il clandestino non è illegale in quanto persona. Semplicemente ha commesso il reato di entrare in un paese senza permesso (che poi in certi casi sia giusto chiudere un occhio se non due su detto reato concordo... ma per farlo bisogna inquadrarlo nei termini giusti... e questi termini non sono quelli della frase che contesto).

La frase "Nessuna persona è illegale" quindi non significa proprio nulla, è totalmente insensata proprio per la sua ovvietà legale.
Ma suona bene. E alle anime belle tanto basta.

Saluti,

Mauro.

giovedì 18 maggio 2017

Trump vs. Nixon

Sulla stampa di tutto il mondo si stanno accumulando i paragoni tra Trump e Nixon, tra l'attuale "Russiagate" e il vecchio Watergate.
Alcuni paralleli sono innegabili, non sarò certo io a negarli, ma...

Ma i cosiddetti "esperti" non hanno notato (e quindi tanto meno evidenziato) due differenze fondamentali.

1.
Nixon sapeva benissimo quello che faceva, per quanto illegale fosse. Quindi ne capiva le possibili conseguenze, sperava però di poterle controllare.
Trump non ha la minima idea di quello che fa. Crede che essere presidente ti dia il potere assoluto e che quindi non ci siano conseguenze.

2.
Nixon, per quanto disonesto, era un politico vero e intelligente. Quindi, quando ha capito di aver perso, si è dimesso. Evitando così l'impeachment, ma evitando così allo stesso tempo un gran caos per il paese.
Trump non è né politico vero né intelligente... quindi non capirà mai di aver perso quando sarà il momento e mai si dimetterà. Quando cadrà trascinerà il paese nel caos come fece Sansone coi Filistei... solo che Sansone un po' di ragione la aveva.

Saluti,

Mauro.