sabato 31 dicembre 2016

E sta per arrivare un altro anno

A tutti coloro che mi leggono e mi sopportano, auguro un 2017:

- felice
- sarcastico
- eretico
- senza bufale

E soprattutto... ricordatevi che i calendari sono solo convenzioni... quindi in fondo ogni giorno può essere un capodanno :-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 29 dicembre 2016

Parlando d'arte: Andy Warhol

Oggi sono andato al Palazzo Ducale di Genova per vedere la mostra Warhol. Pop Society (oppure qui).

Mostra veramente ben curata e organizzata. Un grande complimento al curatore Luca Beatrice.
Per chi è appassionato di Warhol e di pop art in generale è una mostra assolutamente da vedere. Senza se e senza ma.

Però...

...però più conosco Andy Warhol più lo trovo un artista banale. Semplicemente un pubblicitario di se stesso.

Sono io che non capisco un belino di pop art (eppure Roy Lichtenstein, per esempio, lo adoro)?

Saluti,

Mauro.

mercoledì 28 dicembre 2016

Il problema delle problematiche

Da svariati anni a questa parte nella politica (intesa in senso lato, quindi anche sindacalismo, industria, economia, ecc.) è diventata onnipresente una parola: problematica (il sostantivo, non l'aggettivo, il quale invece è usato molto meno).

"E allora?" - direte voi - "Che c'è di male? Basta che sia usata correttamente".

È proprio questo il punto: "problematica" viene sempre meno usata correttamente.
Ascoltate bene, quando detta parola spunta. Scoprirete che sempre più spesso viene usata al posto della parola "problema".

Ma problematica e problema, per quanto strettamente imparentati, non sono affatto sinonimi.

Cito dal De Mauro:



E nei rari casi in cui i due termini siano veramente interscambiabili, un buon stile imporrebbe di usare il più semplice dei due, cioè problema.

Ma forse problema è troppo semplice. La gente rischierebbe di capire ciò di cui si parla.

Saluti,

Mauro.

lunedì 26 dicembre 2016

Dettagli genovesi 19 - Bisagno selvaggio

A spasso per il greto...



Purtroppo la luce è quella che è.

Saluti,

Mauro.

Aggiornamento 30.12.2016:


 

sabato 24 dicembre 2016

giovedì 22 dicembre 2016

Adesso me ne vado in Italia

E resterò a Genova due settimane.

Non so se nel frattempo riuscirò a scrivere sul blog (spero di sì, ma non so)... comunque voi fate i bravi, perché se fate i cattivi al mio ritorno lo scopro e sono cavoli vostri.

Buon Natale a tutti.

Saluti,

Mauro.

Credere al terrorismo

Il terrorismo è una cosa. Il credere che tutto sia terrorismo è ben altra cosa.

E la seconda conviene sia ai terroristi sia, soprattutto, a chi si propone come barriera al terrorismo (tipo AfD in Germania, Front National in Francia o Lega Nord in Italia).

Saluti,

Mauro.

mercoledì 21 dicembre 2016

La leggenda della Salerno-Reggio Calabria

L'autostrada A3 è la Napoli-Reggio Calabria, ma alla maggioranza della gente è nota come Salerno-Reggio Calabria, in quanto da Napoli a Salerno è gestita da una concessionaria e a partire da Salerno direttamente dall'ANAS.

A parte i dettagli su chi gestisce cosa... detta autostrada è nota per la sua pericolosità e per il sembrare (esteticamente) più una statale autostradalizzata che una vera autostrada.

Ma in realtà dovrebbe essere famosa soprattutto per le balle che ha permesso di raccontare a politici e giornalisti.
Da anni ci raccontano della necessità del completamento della Salerno-Reggio Calabria.
Infatti l'autostrada arrivò a Salerno da Napoli nel 1961... e a quanto pare (a sentire appunto il coro di politici e giornalisti) il proseguimento fino a Reggio Calabria non è mai stato completato fino a oggi.

Persino un'ottima blogger come Cristiana Alicata oggi qui ci è cascata (no, non voglio credere che il fatto di far parte del CdA dell'ANAS la abbia indotta a disinformazione, non voglio crederlo, dopo averla già citata positivamente qui).

Però tutte queste signorie dimenticano una cosa: la Salerno-Reggio Calabria è completa dal 1972!

È pericolosa? È lenta? È fatta male?
Tutto giusto... ma ciò non ha nulla a che fare col suo essere completa. Completa lo è dal 1972, quindi da 44 anni a questa parte, in quanto da detto anno esiste un collegamento autostradale diretto tra Napoli e Reggio Calabria via Salerno.

Quello che è stato fatto negli ultimi anni (sempre che sia stato veramente portato a termine, cosa da verificare) è stato l'ampliamento a tre corsie di vari tratti, con ulteriori misure di ammodernamento, tipo la messa in sicurezza di molti viadotti.

Completa però la A3 lo è dal 1972. Che ai propagandisti piaccia o meno.

Saluti,

Mauro.

domenica 18 dicembre 2016

Barra a dritta... la toppa peggiore del buco

Qui vi ho descritto l'autorete di Grillo in cui lui stesso dimostrava lo spostamento a destra del M5S.

Ora Grillo si è accorto del problema e ha modificato il testo sul blog.
Ora lì si legge quanto segue:


Però...

1) Non ammetti l'errore.
2) Cambi il testo sperando che nessuno se ne accorga.
3) Lo cambi in maniera minima e ambigua (dritta in gergo marinaro rimane destra, con o senza "a" davanti).
4) Non ringrazi chi ti ha fatto notare l'errore (e no, non parlo di me: non sono stato né l'unico né tanto meno il primo a notare la cosa).
5) Non spieghi perché hai cambiato il testo.

Ergo... toppa peggiore del buco.

E soprattutto così facendo offendi l'intelligenza di chi legge il tuo blog, caro Grillo.
No, scusa, forse non ho capito bene: mi stai dicendo che il tuo blog è destinato a chi intelligenza non ne ha?
Ciò non ti fa onore, ragazzo mio.

Saluti,

Mauro.

sabato 17 dicembre 2016

Barra a dritta... eppure Grillo dovrebbe saperlo

Io non amo Grillo (già come comico mi diceva poco o nulla... e come politico mi dice anche meno), però io e lui abbiamo una cosa importante in comune: siamo entrambi genovesi.
Il che significa, al di là delle rispettive idee politiche, avere un retroterra culturale comune.
E il retroterra culturale comune genovese comprende il gergo marinaro. Anche per i genovesi che non sono mai stati per mare e non hanno mai lavorato in settori collegati al mare.

E ora sul suo blog Grillo pubblica questo:


Grillo qui vuole far credere di intendere "andiamo avanti per la nostra strada, senza deviare".

Peccato solo che "mettere la barra a dritta" in gergo marinaro significhi "virare a destra" (come "mettere la barra a manca" significherebbe "virare a sinistra").

E questo Grillo, da genovese, non può non saperlo.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Ringrazio Pietro Salvatori per la segnalazione (anche se il suo obiettivo non era finire sul mio blog :-) ).


Cuore e ragione

È molto amata (soprattutto da chi cita compulsivamente senza preoccuparsi di capire) la frase secondo cui il cuore ha ragioni che la ragione non conosce.

Ma delle (molto più numerose) ragioni della ragione che il cuore non conosce (e che né vuole né può conoscere) ne vogliamo parlare?

Saluti,

Mauro.

giovedì 15 dicembre 2016

La lotta contro le bufale di FB

E così Facebook vuole lottare contro le notizie false (alias fake news) e le bufale.
E per far ciò vuole addirittura collaborare con sbufalatori professionisti (e seri e preparati, oltretutto) come Snopes e simili.

Visto ciò che tiene in piedi Facebook, i casi sono due:

1) Facebook si vuole suicidare;
2) Facebook vuol fare perdere credibilità a Snopes & co.

Tertium non datur.

Saluti,

Mauro.

martedì 13 dicembre 2016

La stronzata delle zero calorie

Mi è appena capitato di vedere la pubblicità della Coca Cola Zero. Non so in Italia, ma qui in Germania detta pubblicità sostiene che questo tipo di Coca Cola contiene zero calorie.
E la Coca Cola non è l'unico produttore che sostiene che suoi prodotti non contengano calorie. È solo il più famoso.

Bene, tutte stronzate. Bugie, per non dire truffe.

Cos'è la caloria?
La caloria è una delle possibili unità di misura dell'energia.
La definizione precisa di caloria e i modi per misurare/calcolare il contenuto calorico di un corpo ve li risparmio, visto che non sono essenziali per quanto voglio dire qui.

Come sappiamo per lo meno dai tempi di Einstein (in realtà già da ben prima, ma non con la stessa chiarezza) l'energia esiste dove esiste massa, cioè materia.
E se ingurgitiamo qualcosa (Coca Cola o qualsiasi altra cosa), ingurgitiamo massa, materia.

È vero che non tutti i prodotti (a parità di peso/massa) possono produrre potenzialmente la stessa energia... ma tutti possono produrre energia (se così non fosse verrebbero smentite tante di quelle leggi della fisica che alla fine si rischierebbe di dimostrare l'inesistenza dell'universo).

Ergo... l'unico modo per non ingerire calorie è non ingerire nulla. Neanche l'aria che respiriamo.

Saluti,

Mauro.

Dopo il trasloco... le librerie

Che montare librerie e svuotare scatoloni di libri fosse un lavoraccio, ve lo avevo scritto qui.

Ora posso mostrarvi il risultato (sottolineando il fatto che ci sono ancora alcuni scatoloni di libri in cantina e che nelle foto non mostro le librerie che ho lasciato a casa dei miei a Genova, ma solo quelle che ho qui in Germania).
Pregasi anche notare le doppie file su molti scaffali :-)




Saluti,

Mauro.

domenica 11 dicembre 2016

Referendum costituzionale 6

Entrambi gli schieramenti hanno fatto campagna elettorale presentando le conseguenze apocalittiche che avrebbe portato la vittoria della controparte.

Balle, solo balle.

Ha vinto il no? Le conseguenze saranno minime.
Avesse vinto il sì? Le conseguenze sarebbero state comunque minime.

Diciamoci la verità: entrambi gli schieramenti - per ragioni politiche e non di merito - hanno estremamente esagerato l'importanza di questo referendum.

A parte il caos iniziale che c'è sempre dopo un referendum importante... non ci saranno altre particolari conseguenze.
Il popolo è più maturo (o più menefreghista, probabilmente) di quanto i politici credono (o vorrebbero) e alle prossime elezioni voterà fregandosene del referendum (ergo: se voterà contro il PD significa che lo avrebbe fatto anche senza referendum).

In fondo gli unici a credere (o a voler far credere) che il referendum fosse veramente importante sono stati i giornalisti.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui il primo commento.
Qui il secondo commento.
Qui il terzo commento.
Qui il quarto commento.
Qui il quinto commento.

sabato 10 dicembre 2016

Cos'è l'integrazione? Ditemelo!

Stasera (anzi, ormai ieri sera, visto che è già l'una e mezza passata del mattino) il telegiornale tedesco ha di nuovo parlato dell'integrazione dei migranti*.

Purtroppo ogni volta che sento parlare di integrazione mi rendo conto che integrazione è solo una parola.
Infatti da un lato si pretende assimilazione totale e dall'altro solo diritti senza doveri.
Entrambe cose che con l'integrazione (e con la democrazia e il convivere civile) a mio parere nulla hanno a che fare.

Ora, prima di fare filippiche e disanime mie varie, vorrei chiedere a miei pochi ma validi lettori (anzi: lettori e lettrici, se no la Boldrini mi fulmina): cosa è per voi l'integrazione, cosa dovrebbe caratterizzarla?

Saluti,

Mauro.

*Già per me la parola migrante è sbagliata. Io conosco emigrati/emigranti e immigrati/immigranti. Migrante può essere solo chi migra qua e là per tutta la vita senza avere mete... insomma un nomade... ma per il politically correct va bene così.

giovedì 8 dicembre 2016

Referendum costituzionale 5

Un grosso errore che hanno fatto i promotori del referendum è stato chiaramente il chiedere che le modifiche venissero votate in blocco: o tutto o niente.

Vorrei ricordare che gli articoli modificati erano 47.
47 sui 139 totali di cui la Costituzione è composta (non conto come articoli le Disposizioni Transitorie e Finali).

È evidente che chi ha votato nel merito (e non, come purtroppo molti, pro o contro Renzi) ha trovato in mezzo a tutta la messe di articoli modificati sia cambiamenti che approvava, sia cambiamenti che disapprovava.
Io stesso, per esempio, se avessi potuto votare articolo per articolo avrei votato molti no, ma un paio di sì a determinate modifiche li avrei dati volentieri.
E invece no: o tutto o niente.
Chi ha votato sì, si sarebbe trovato cambiati anche articoli che gli sarebbe piaciuto mantenere.
Chi ha votato no, ora si trova immutate anche cose che avrebbe voluto cambiare.

Non dico di presentare 47 quesiti separati al referendum (con 47 quesiti col cavolo che sarebbe andato alle urne il 65% degli aventi diritto), ma almeno raggruppali per titoli (la Costituzione è divisa in 10 titoli, 4 nella prima parte e 6 nella seconda).
Con 10 quesiti separati la gente avrebbe comunque votato e soprattutto avrebbe potuto votare ancora più coscientemente e nel merito.

Invece...

Con questa tattica Renzi ha chiaramente favorito il no.
Perché?

In una situazione del genere per uno che vorrebbe dare tutti no o tutti sì non c'è problema.
Ma uno che vorrebbe dare qualche no e qualche sì (come il sottoscritto, per esempio) cosa pensa?
Pensa che:
- se vota sì, non si torna indietro, quindi si deve tenere anche i cambiamenti che non gli piacciono;
- se vota no, può sempre sperare che un domani si faccia una riforma "ridotta" occupandosi di singoli articoli o titoli, quindi non blocca il cambiamento.

E quindi vota no.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Qui il primo commento.
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Qui il terzo commento.
Qui il quarto commento.
Qui il sesto commento.

Referendum costituzionale 4

Una delle cose più sorprendenti di questo referendum (oltre al divario tra sì e no) è stata l'alta affluenza al voto: oltre il 65% complessivo (oltre il 68% per il voto in Italia, oltre il 30% per il voto all'estero).
Per un referendum, almeno negli ultimi due decenni, una percentuale incredibile.

Tutti i fini analisti hanno pensato a due ragioni per tale affluenza:
1) l'importanza del quesito stesso;
2) la forte polarizzazione "costruita" da entrambi gli schieramenti.

Entrambe le ragioni sono corrette, nulla da dire, ma ne viene dimenticata una terza probabilmente ancora più importante: l'assenza del quorum.

Mi spiego meglio: i referenda "normali" valgono solo se vota il 50% +1 degli aventi diritto. I referenda costituzionali invece valgono anche se votasse un unico avente diritto.
Cosa significa questo?
Che in un referendum normale uno può non andare a votare perché non gliene frega nulla ma anche perché è contrario alle modifiche/abrogazioni legislative tema del referendum. Di fatto non presentarsi alle urne equivale a un no (anche se un no da vigliacchi, ma questo è un altro discorso).
Se invece non c'è quorum... se non te ne frega nulla non cambia niente in confronto a sopra... ma se sei contrario a dette modifiche/abrogazioni cambia eccome, visto che non presentarti al seggio per votare rischia in questo caso di fatto di aiutare il sì, non il no.

Ecco, molte persone sono di sicuro andate a votare per questo motivo (vale soprattutto per chi ha votato no, ma indubbiamente anche per molti che hanno votato sì: mancando il quorum, non votare significava mettersi nelle mani di chi votava), non per l'importanza del referendum in sé o per la campagna martellante che le ha convinte.

Sì, lo so che abbiamo già avuto già altri due referenda costituzionali (2001 e 2006) con affluenze decisamente inferiori, però il discorso del quorum "assente" allora non era conoscenza comune (infatti nel 2001 dove nessuno lo aveva capito la partecipazione fu del 34%, nel 2006 dove la cosa cominciava a essere chiara fu oltre il 52% e ora che quasi tutti lo hanno capito siamo andati oltre il 65%).

Saluti,

Mauro.

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martedì 6 dicembre 2016

Referendum costituzionale 3

Comunque parliamoci chiaro: se il legislatore per il referendum avesse previsto anche l'opzione "dipende"... sia il sì che il no avrebbero ottenuto percentuali omeopatiche.

Saluti,

Mauro.

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lunedì 5 dicembre 2016

Referendum costituzionale 2

Io ero per il no, quindi sono soddisfatto del risultato.
Per sapere comunque cosa succederà ora, bisogna vedere come si comporteranno i due schieramenti nelle consultazioni che seguiranno alle dimissioni di Renzi.

Paradossalmente (e senza aver mai apprezzato la sua azione di governo) ritengo che ora la cosa migliore sarebbe lasciarlo andare avanti.
In questo momento un'altra maggioranza sarebbe possibile solo con nuove elezioni, ma abbiamo una legge elettorale che fa schifo e che va cambiata PRIMA di tornare a votare.
E dopo questa sconfitta Renzi non può più permettersi di andare avanti da solo senza parlare con le opposizioni (sia interne al PD che nel senso classico del termine).

Saluti,

Mauro.

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Referendum costituzionale 1

La vittoria del no era facilmente prevedibile.
La sua entità (se il trend attuale verrà confermato) invece proprio per niente.

A quanto pare la scelta di Renzi di farne un referendum pro o contro il governo è stata un boomerang.

Saluti,

Mauro.

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domenica 4 dicembre 2016

Me ne sono accorto tardi

Sei mesi fa, il 19 giugno 2016, questo blog ha compiuto dieci anni.

E io, tonto, non me ne ero accorto.

Saluti,

Mauro.

giovedì 1 dicembre 2016

Mauro, Twitter e la Deutsche Bahn

Qualche minuto fa, sulla mia pagina Twitter, è apparso un tweet della Deutsche Bahn (le ferrovie tedesche, per chi non padroneggia l'idioma teutonico).

Dato che non seguo la Deutsche Bahn su Twitter (non è tra i miei contatti) questo era un tweet "sponsorizzato" (ergo: pubblicità). Fin qui nulla di male, i cosiddetti social networks sono aziende, non dame di carità, quindi devono guadagnare. E la pubblicità è fonte di guadagno.

Il problema era il contenuto del tweet: per pubblicizzare la sua nuova app, la Deutsche Bahn diceva che ora potevamo comprare il biglietto del treno anche dal cesso.

Beh, non ho potuto tacere... ho dovuto rispondere al tweet.
Viste le mie esperienze con la DB ho scritto che di comprare il biglietto dal cesso non me frega nulla e che mi interessa molto di più che i cessi sui treni siano puliti e almeno accettabilmente integri.

Vedremo se la DB reagirà.

Saluti,

Mauro.