lunedì 26 maggio 2014

Ci metto la faccia - La resa dei conti

Sabato ho sparato le mie previsioni su come sarebbero andate le elezioni europee in Italia.

Ora devo continuare a metterci la faccia e vedere come è andata. E la sostanza è che, pur non essendo io un sondaggista, ho fatto la figura di tutti i sondaggisti: ho ceffato di brutto le previsioni.
Ma almeno io non mi sono fatto pagare per farle. I sondaggisti sì.

Su un solo punto posso fare il vanitoso e dire "io lo avevo detto": il NCD di Alfano. Praticamente tutti lo davano fuori dal parlamento europeo, io invece gli diedi il 4% e al parlamento europeo lo portai (no, non ce lo ho portato col mio voto... primo perché, come spiegato qui, non ho potuto votare, secondo perché di sicuro non avrei votato NCD).

Quindi c'è poco da analizzare nelle mie previsioni: sono ceffate e basta.

C'è qualcosa da analizzare invece sull'esito del voto?
In realtà, come per ogni voto, sì. Però ne hanno già parlato tutti, dicendo tutto e il contrario di tutto. Quindi che considerazioni posso aggiungere io? Mah, ho letto analisi interessanti (e talvolta anche condivisibili) e analisi stupide (per la verità, la maggioranza) e mi sembra che sia rimasto poco da dire.

Solo due cose credo di poter aggiungere a quanto già scritto da Tizio, Caio, Sempronio e Cretino.

1) In Italia il PD non ha vinto. Hanno perso gli altri. Il PD non ha infatti guadagnato voti rispetto alle politiche o alle precedenti europee, anzi.  Però l'astensionismo record ha colpito soprattutto gli altri partiti. Ho letto da qualche parte che Renzi è riuscito a conquistare elettori che prima erano FI o persino M5S. No, non credo, il PD ha sì guadagnato voti, Renzi non li ha conquistati ma Renzi direi che ha "solo" conservato i suoi e riconquistato vecchi elettori del centrosinistra, mentre molti che prima avevano votato Berlusconi o Grillo non sono proprio andati a votare.

2) Tutti (o quasi) vedono con terrore il trionfo del Front National in Francia o dell'UKIP nel Regno Unito. Io no: io vedo con terrore il successo (anche se non trionfo) dell'AfD in Germania. Front National e UKIP si sa benissimo cosa sono e si è preparati ad affrontarli. L'AfD invece sembra un qualsiasi partito liberale e liberista, nemico delle sinistre (e dei poveri) ma non più di tanto pericoloso. Col cazzo non è pericoloso! L'AfD è il neoliberismo più estremo e violento, figlio diretto dei Chicago Boys... gente che sostiene che i poveri sono poveri sempre e comunque per colpa propria e che quindi meritano di morire di fame. Gente (i Chicago Boys, ma dovessero presentarsi situazioni simili in futuro la AfD non si tirerebbe certo indietro) che è responsabile di Pinochet in Cile e dei colonnelli in Grecia, tanto per capirsi.

Saluti,

Mauro.

domenica 25 maggio 2014

E così capita di non votare

Questo fine settimana c'erano le elezioni europee e qui in Germania anche quelle amministrative.

Per quelle amministrative nessun problema (oltretutto uscito dal portone mi basta attraversare la strada per arrivare al seggio... più comodo di così).

Per quelle europee c'è stato un intoppo, la cui colpa ce la dividiamo io e le poste tedesche (sì, lo so, voi cercate sempre motivi per sparare contro l'Italia... ma no, il consolato non c'entra, c'entrano le poste tedesche).
Insomma, non mi è arrivato a casa il certificato elettorale.
Allora contatto il consolato per sapere cosa fare (alla fine sarebbe bastato presentarsi al seggio con un documento di identità valido). Dando per scontato che si votasse domenica (cioè oggi) non chiedo altro, del resto le indicazioni erano chiare (e corrette).
Peccato solo che i seggi per votare le liste italiane alle europee fossero aperti ieri e venerdì ma non oggi (e chiaramente sul certificato elettorale c'era scritto, ma non mi è arrivato).

E così, capita di non votare. Per la prima volta in 28 anni (uno o due referenda di secondo piano a parte).
Proprio io che sostengo che l'unico voto sempre e comunque sbagliato sia il voto non dato.

Saluti,

Mauro.

P.S.: E ho appena scoperto di non essere stato l'unico qui in Germania, vero Riccardo?

sabato 24 maggio 2014

Ci metto la faccia anche stavolta

Come andranno le elezioni europee in Italia?

Il Post ha lanciato online un "concorso": dite come andranno le elezioni secondo voi. E ha fatto partecipare per primi i propri giornalisti.

Logicamente io non potevo esimermi dal sparare la mia. Ecco le mie previsioni (in percentuale):

PD 28
FI 20
M5S 23
SE 2
TSIP 8
Lega 3
NCD 4
Fratelli 2
Altri (incluse schede bianche e nulle) 10

Percentuali date in base ai votanti.
Se calcoliamo in base agli aventi diritto al voto, vincerà il partito degli astenuti col 35% (i partiti di cui sopra si divideranno il restante 65% in base alle percentuali dette).

L'8% che ho assegnato alla lista Tsipras ha già stupito qualcuno.
Quindi ve lo spiego.
Perché vedo Tsipras così in alto? È una lista esplicitamente di sinistra... ma visto che di fatto vuole un'Europa sì più sociale ma anche più debole, alla fine attirerà anche voti di centro e di destra... tra tutti gli euroscettici all'acqua di rose.
Perché Tsipras sembra sì andare contro l'Europa, ma un Tsipras non vorrà mai (giustamente, aggiungo io) uscire dall'Europa.

Saluti,

Mauro.

giovedì 22 maggio 2014

Adesso con l'antirazzismo si esagera

50 senatori USA vogliono far cambiare il nome di una squadra di Football Americano perché non politicamente corretto: I Redskins non devono più chiamarsi così.
Peccato che oggi quel nome - razzista o meno che sia - identifica solo la squadra e nessuno lo associ a idee positive o negative sui nativi americani.

In casi del genere mi viene da credere che l'antirazzismo sia alla fine l'apoteosi del razzismo :-(

Saluti,

Mauro.

martedì 20 maggio 2014

Che noia la campagna per l'Europa

Io, ovviamente, sto seguendo la campagna elettorale sia in Germania che in Italia. E ogni tanto cerco di curiosare come va altrove, anche se il tempo a disposizione è poco.E dappertutto mi ritrovo a sbadigliare.

Nessuno slancio.
Niente di interessante (né per cui esaltarsi né per cui indignarsi).
Ma soprattutto niente o quasi di europeo: tutti che fanno che campagna politica interna, senza guardare veramente all'Europa.

Spero che almeno voi elettori - di qualsiasi colore politico siate - domenica vi rendiate conto che si vota per l'Europa e quindi non per l'Italia, la Germania, la Grecia, ecc., ecc. in quanto entità singole ma per l'Italia, la Germania, la Grecia, ecc., ecc. in quanto parti di un tutto.
I politici di sicuro non vi (ci) stanno aiutando a capirlo.

Saluti,

Mauro.

sabato 17 maggio 2014

Io difendo gli inni nazionali

In Francia ultimamente sono scoppiate polemiche relative all'inno nazionale e al non cantarlo da parte di personalità politiche. Qui potete trovare qualcosa al proposito.
Polemiche analoghe in passato sono scoppiate anche in altri paesi.
Polemiche talvolta favorevoli all'inno e talvolta contro lo stesso.

Chi è contro l'inno (francese, italiano o di qualunque altro paese) generalmente porta come argomento contro l'inno il nazionalismo e la violenza insiti nello stesso.
Io vi dico: tutta ipocrisia. I nemici degli inni nazionali sono semplicemente ipocriti che disprezzano il proprio paese.
Sinceramente: trovatemi un inno che non abbia almeno un paio di parole violente o nazionalistiche. E (visto che non lo troverete) cercate almeno di inquadrare gli inni storicamente.
Sarebbe quindi l'ora di piantarla con questo assurdo politicamente corretto secondo cui gli inni devono essere "puliti": gli inni rappresentano l'epoca in cui sono stati scritti e gli ideali del tempo. E, soprattutto, rappresentano l'ideale della nascita di un paese.
Oggi quindi vanno visti come indicatori dell'identità nazionale, senza vederci obbligatoriamente relazioni (positive o negative che siano) con altri paesi o popoli. Niente di più, niente di meno.
Se a qualcuno, in quanto troppo sensibile o troppo prepotente o troppo idiota, ciò non va bene... può sempre emigrare e scegliersi un paese con un inno che rispetti meglio le sue idee.

L'inno è un simbolo dello Stato ma non è lo Stato. E non lo sarà mai.
Invece chi disprezza l'inno, disprezza non solo lo Stato, ma chiunque in tale Stato vive. E quindi merita a sua volta disprezzo.

Saluti,

Mauro.

giovedì 15 maggio 2014

Citazioni e traduzioni (per tacer dei nomi)

Una delle citazioni più amate e diffuse della storia dell'umanità è l'abusata "cogito ergo sum" di Cartesio.

A parte che Cartesio non è mai esistito... infatti lo scienziato e filosofo francese si chiamava René Descartes, non Cartesio (e io odio il cambiare i nomi: quando qui in Germania, per esempio, sento che l'America venne scoperta da Kolumbus e non da Colombo vengo preso da manie omicide... indipendentemente dal fatto che in America i vichinghi di Erik il Rosso ci arrivarono prima di Colombo, ma questo non c'entra con nomi e traduzioni).

A parte ciò, dicevo, siamo sicuri che la citazione sia poi così corretta?
No, nonostante la diffusione della citazione, direi proprio di no.

Per prima cosa va detto che Descartes non scrisse solo in latino, anzi alcuni dei suoi lavori più importanti li scrisse direttamente in lingua "volgare", che per lui era il francese.
E infatti il "cogito ergo sum" nacque nel 1637 come "je pense, donc je suis". In francese, appunto.
E quando Descartes riprese la frase in latino in un lavoro successivo (1641) la scrisse in un latino grammaticalmente corretto e completo come "ego cogito, ergo sum".

La versione ormai purtroppo universalmente accettata "cogito ergo sum" quindi non è mai esistita in Descartes. Solo nei suoi commentatori ed epigoni.

Saluti,

Mauro.

martedì 13 maggio 2014

No, non sono sparito

È che ho talmente tante di quelle idee per la testa, che non so da dove cominciare... ma il blog rimane per me estremamente importante (e piacevole per di piú), quindi... abbiate pazienza.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 7 maggio 2014

Invenzioni che non vi dico

Come qualcuno dei miei lettori già sa, io mi occupo tra le altre cose di proprietà intellettuale per il settore della Siemens dove lavoro.
Tra le altre cose questo comporta che, quando un qualche dipendente Siemens ha un'idea che ritiene rientrare nei parametri per una registrazione (brevetto o altra forma di protezione) e la sottopone - come da regolamento - ai propri superiori, questi ultimi chiedano la mia consulenza quando hanno dei dubbi sulla brevettabilità/registrabilità dell'idea.
Generalmente ciò succede quando l'idea è buona ma si hanno dubbi sul fatto che sia veramente nuova. Ma ci sono eccezioni... magari anche tragicomiche, come oggi.

Voi tutti sapete cosa è un disegno tecnico, vero?
Un esempio (tratto dalla rete, non dal mio lavoro alla Siemens) potete vederlo in quest'immagine:


Le vedete le coordinate sulla "cornice"? I numeri sui lati orizzontali e le lettere su quelli verticali?
Servono come richiamo per ritrovare un particolare sul disegno quando viene citato in un testo, in un altro disegno o anche sul foglio stesso nel caso siano riportati accanto alla visione d'insieme anche dettagli particolari.
Le coordinate sono lì per quello. Da sempre (o quasi).

Bene oggi ho dovuto fornire una consulenza perché un dipendente del settore produzione ha avuto l'idea... udite, udite... di usare queste coordinate come richiamo quando sullo stesso foglio vengono riportate la visione d'insieme e singoli particolari.

Ora aspetto solo di dover fare consulenza per la brevettabilità della ruota e per quella dell'acqua calda...

Saluti,

Mauro.

lunedì 5 maggio 2014

domenica 4 maggio 2014

giovedì 1 maggio 2014

Festa del lavoro

Se solo la politica e, soprattutto, l'imprenditoria lo rispettassero il lavoro, quante cose cambierebbero in meglio. Anche senza nuove leggi, programmi o iniziative varie.

Saluti,

Mauro.