sabato 29 giugno 2013

giovedì 27 giugno 2013

Un piccolo mafioso ignorante

Tutti avete sentito della storia delle intercettazioni telefoniche che dimostrano che Miccoli, capitano (ormai ex) del Palermo, ha detto che Falcone era "fango". Oltre che presentare sue frequentazioni per lo meno dubbie.
E ora la sua ipocrisia nel dire tra le lacrime (gli attori sanno piangere a comando) che sono uscite cose che non pensa.

Se non le pensa poteva non dirle. Punto.

E se dice di non essere mafioso... a livello "tecnico-giuridico" probabilmente dice assolutamente la verità, ma nell'animo, come mentalità, è semplicemente un piccolo mafioso ignorante.

Ma qualcuno che gli concederà una seconda possibilità lo troverà di sicuro. Soprattutto ora che a causa di questa storia non potrà certo più pretendere gli ingaggi di prima e quindi si rivelerà molto economico.
Del resto il Novara ha aperto la strada dando una "seconda possibilità" al calciatore greco fascista. Il fatto che, essendo stato licenziato per il gesto fascista dalla sua squadra precedente, acquistarlo non costasse niente non conta nulla. Certo che non conta nulla. Eccome!

Che vergogna.

Saluti,

Mauro.

martedì 25 giugno 2013

Si è chiusa un'epoca

Stanotte, con la morte di Emilio Colombo, si è chiusa un'epoca.

Era l'ultimo padre costituente in vita. Ora più nessuno potrà spiegare ai "politici" odierni il significato e il valore della Costituzione.

Saluti,

Mauro.

venerdì 21 giugno 2013

Vacanze (anche i blogger le fanno)

Sabato mattina (cioè ormai già domani) volerò in Italia, dove mi fermerò fino al 14 luglio.

In questo periodo non so se e quanto potrò occuparmi del blog... però evitate sia di disperarvi che di esultare... al più tardi il 15 luglio sarò di nuovo qui a rompere le balle :-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 20 giugno 2013

IMU e italiani all'estero, una battaglia sbagliata

La deputata Laura Garavini, eletta per il PD nella circoscrizione Estero/Europa, si è impegnata in una battaglia per liberare gli italiani all'estero dall'IMU.
La Garavini è una persona veramente impegnata per gli italiani all'estero, fautrice o sostenitrice di iniziative e battaglie utili e importanti. Ed è anche persona (caso non così frequente nella politica) con cui si può dialogare. Io stesso, anche se solo via email, ho avuto interessanti scambi con lei.

Però, per quanto io possa in generale parlarne solo bene, stavolta Laura Garavini sbaglia. La battaglia per far sì che gli italiani all'estero non paghino l'IMU sulla casa che possiedono in Italia è sbagliata.
Io sono convinto che Laura sia in buona fede... ma, buona fede o no, chiedere che gli italiani all'estero non paghino l'IMU sulla casa che possiedono in Italia... è di fatto chiedere di rendere legale un'evasione fiscale.

Ora cerchiamo di spiegare la cosa.
Cosa si intende con "italiani all'estero"? A livello legislativo gli italiani all'estero sono coloro che sono iscritti all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero, che contrariamente a quanto qualcuno crede non è un'organizzazione politica), cioè persone di cittadinanza (ergo passaporto) italiana, ma stabilmente residenti fuori dai confini patrii.
Chi è all'estero senza essere iscritto all'AIRE è considerato solo temporaneamente all'estero (tipo studente Erasmus o lavoratore in trasferta, per esempio), ma residente in Italia.

Quindi gli italiani all'estero sono persone che vivono stabilmente in un appartamento, in una casa, in una villa o che altro (di proprietà o in affitto o in usufrutto) in un paese estero e che tornano in Italia solo per le vacanze o per eventi particolari.

Quindi gli italiani all'estero sono persone per cui la casa in Italia è una seconda casa, essendo vuota per la maggioranza dell'anno e usata, come detto, solo per le vacanze o per eventi particolari.

Dato che l'esenzione IMU vale per gli italiani in Italia solo per la prima casa... spiegatemi perché gli italiani all'estero dovrebbero avere il privilegio dell'esenzione IMU per la seconda casa.

E non venitemi a dire che molti italiani all'estero posseggono solo la casa in Italia e all'estero vivono in affitto e non in casa di proprietà... lo so benissimo che per molti (ma di gran lunga non per tutti, anzi, quindi bisognerebbe almeno distinguere tra le due situazioni) è così, ma la prima casa è la casa in cui vivi (affitto o proprietà che sia). Punto.
Se ti puoi permettere di tenere una casa sfitta in Italia e usarla solo per le vacanze, ti puoi permettere anche di pagarci sopra l'IMU.

Quindi, cara Laura, come in altre battaglie ti sostengo... in questa ti combatto.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 19 giugno 2013

Chi tocca il calcio rischia grosso in Italia

Da italiano in Germania e da amante del calcio lunedì scorso scrissi su questo blog un articolo ironico-sarcastico sulla partecipazione italiana all'attuale Confederations' Cup in Brasile.
Mal me ne colga!
Non solo sul blog, ma soprattutto su altri forum si sono accumulati i commenti che contestavano la lettera del mio articolo, analizzando ogni singolo torneo a cui l'Italia ha partecipato nel corso della storia... senza mai porsi il minimo dubbio se l'articolo stesso potesse essere sarcastico, ironico o semplicemente per prendere in giro (seppur partendo da basi concrete).
No, se si parla di calcio in Italia le tue parole vengono sempre analizzate come se fossero un testo scientifico o un'inchiesta giornalistica. Altro non è concesso.

Ciò dimostra solo che è proprio vero che il male del calcio sono principalmente i "tifosi", come scrissi in questo articolo anni fa.

Saluti,

Mauro.

lunedì 17 giugno 2013

Perché non vinceremo la Confederations' Cup

Ne sono convinto: l'Italia non vincerà la Confederations' Cup appena cominciata in Brasile.

Ma non perché ci siano squadre più forti o più motivate o per qualsiasi altro motivo squisitamente tecnico o mentale.
Semplicemente perché non partecipa la Germania. E che divertimento c'è per noi italiani a vincere qualcosa se per farlo non dobbiamo asfaltare la Germania?

Saluti,

Mauro.

Targhe tedesche 2

E oggi andiamo sul Vesuvio (in tedesco la "w" si pronuncia come la nostra "v"):


Saluti,

Mauro.

domenica 16 giugno 2013

La Repubblica e la sinistra

Sempre più spesso il quotidiano La Repubblica viene accusato di essere fazioso.
E a ragione, anche se non è l'unico fazioso e non è nenache il più fazioso. Ma è il quotidiano più diffuso e (insieme al Corriere della Sera) più seguito, quindi influente.

Piccola parentesi: a me personalmente della Repubblica disturba molto di più la guerra che detto quotidiano (con tutta la sua influenza e il suo seguito) ha dichiarato alla scienza piuttosto che la sua faziosità politica.

Parentesi chiusa, torniamo al tema.
Le accuse di faziosità contro La Repubblica sono giuste: detto quotidiano è fazioso. Fazioso fino a piegare i fatti per farli combaciare alle proprie idee.
Però i fini generalmente "provati" di detta faziosità sono tutti falsi. Falsissimi.

La Repubblica viene accusata da più parti di considerare sempre e comunque a priori giuste le posizioni della sinistra e sempre e a priori sbagliate tutte le altre.
Sbagliato!
La Repubblica non ha niente a che fare con la sinistra. Almeno con quella vera.

La Repubblica difende a priori e alla morte la posizione politica di partiti come il PD italiano, la SPD tedesca, il Labour britannico e simili.
Vedete voi in questi partiti qualcosa di sinistra? Se siete onesti, no.
Questi partiti del resto sono descritti al meglio dallo slogan elettorale scelto da Schröder (allora leader della SPD tedesca) per la sua campagna elettorale del 1998: "Die neue Mitte" ("Il nuovo centro").

Appunto, centro, non sinistra.

Quindi smettiamola di associare La Repubblica alla sinistra.
Tale associazione è solo una campagna di diffamazione contro la sinistra.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 12 giugno 2013

Il ritorno della figlia

Secondo Repubblica tra i possibili eredi di Berlusconi alla guida del partito di famiglia (sì, il PdL è un partito di famiglia così come Mediaset è un'azienda di famiglia) ci srebbe in prima fila la figlia Marina.

Ora, da uomo di sinistra e antiberlusconiano convinto... a questo punto auguro lunga vita (anche politica) a Silvio.
Tutto accetto piuttosto che Marina Berlusconi. Anche suo padre.
Anzi, piuttosto che Marina Berlusconi datemi pure Alessandra Mussolini o Paola Binetti (fascista la prima, decerebrata la seconda, ma comunque entrambe meglio della Berlusconina).

Del resto lo scrissi qui già più di tre anni fa.

Saluti,

Mauro.

A zonzo per Londra

E adesso cerchiamo negli archivi, visto che a Londra ci sono stato l'ultima volta nel novembre 2010, quindi non proprio di recente.

No, non è una moschea anche se la sembra... è una chiesa...


È vero che nel Regno Unito guidano al contrario... però queste indicazioni per gli attraversamenti pedonali mi sembrano comunque esagerate:


E no, questo non è il Big Ben, anche se (quasi) tutti credete che lo sia. Il Big Ben è solo una modesta campana, non questa torre (che contiene detta campana, comunque):


Saluti,

Mauro.

lunedì 10 giugno 2013

Dettagli coloniesi 21 - Agli aborti!

E mentre normalmente nei locali tedeschi quando scappa la pipì si va nei "WC" o nelle "Toiletten"... a Colonia c'è un locale che ti manda negli "Aborten":


Saluti,

Mauro.

A zonzo per Potsdam

E dopo essere andati in Repubblica Ceca e in Belgio, si rientra in Germania... e per lavoro ci si ritrova a Potsdam.

Dove le moschee vengono costruite adattando vecchie stazioni di pompaggio (Potsdam è città d'acqua):


E dove le biciclette vengono appese fuori dai centri sociali:


E dove, infine, la tomba di Federico il Grande risulta molto patatosa:


Saluti,

Mauro.

domenica 9 giugno 2013

A zonzo per Brugge

O Bruges, come siamo abituati a dire noi italiani scimmiottando i francesi. Peccato che Brugge sia fiamminga (ergo lingua olandese), non vallone (ergo non lingua francese).

A Brugge si possono trovare uomini a fette appesi...


Si deve poi salire al secondo piano di un normale palazzo (anche se signorile) per trovare una basilica (la Basilica del Santo Sangue):


Per infine imbattersi in un museo di fondamentale importanza artistica e culturale: il museo della Patatina Fritta!


Saluti,

Mauro.

venerdì 7 giugno 2013

A zonzo per Praga

Nei giorni di Pasqua ho fatto un paio di giorni di vacanza a Praga.

Bene, a Praga si può venir accolti da pinguini gialli...


Passeggiando si incontrano bambini enormi (i "Babies of Prague"):


E infine, arrivati davanti al museo dedicato a Franz Kafka, si trovano fontane incontinenti:


Saluti,

Mauro.

lunedì 3 giugno 2013

C'è veramente la crisi in Spagna?

Nel periodo di Pasqua me ne sono andato qualche giorno in vacanza a Praga.
Lo scorso fine settimana (qui in Germania era fine settimana lungo) me ne sono andato a Bruges.
Lavorativamente sono stato nei mesi scorsi spesso in giro per la Germania e per l'Olanda (generalmente località turistiche, anche se io purtroppo c'ero per ragioni professionali).

In tutti questi posti ho visto masse di turisti.
E dato che io ho la deformazione di cercare di capire sociologicamente quello che mi succede intorno... tengo le antenne dritte e ascolto.
E cosa sento quando ascolto?
In tutti questi posti la lingua principe del turista è lo spagnolo.
Non il tedesco, non l'inglese, non l'italiano, non il russo, non il cinese, non il giapponese, non il francese. Lo spagnolo.

Per fortuna che la Spagna dovrebbe essere lo stato più in crisi d'Europa (se non del mondo), almeno a leggere le cifre ufficiali di UE, OCSE e uffici statistici nazionali.
E non ditemi che magari erano turisti latinoamericani... in questo momento gli unici latinoamericani che si possono permettere grandi viaggi sono i brasiliani, e questi parlano portoghese, non spagnolo.
È vero un paio di messicani li ho visti... ma giusto un paio. La massa turistica era spagnola. Spagnola vera, non solo spagnola di lingua.
E parlo di turismo di massa, non di località VIP dove stanno solo i ricchi.

A questo punto la domanda è: c'è veramente la crisi in Spagna?

Oppure la Spagna sta di nuovo prendendo per il culo il mondo, come già fece a cavallo tra gli anni '70 e '80, dopo la caduta del franchismo, quando riuscì a far credere al mondo di aver fatto in 3-4 anni quello per cui paesi come Italia, Francia, Germania hanno abbisognato (dopo la seconda guerra mondiale) di 15-20 anni, pur partendo da basi ben superiori (e non solo grazie al piano Marshall) della Spagna post-franchista?

Il dubbio è lecito.

Saluti,

Mauro.