sabato 30 ottobre 2010

Auto elettriche... e allora?

Si parla tanto delle auto a propulsione elettrica come possibile soluzione alle emissioni di anidride carbonica (CO2, per chi ama le sigle).

In effetti il principio è bello e anche logico: se un auto viene mossa dall'elettricità non possono esserci emissioni di gas vari, al peggio (se l'auto è fatta male) potranno esserci interferenze con altre apparecchiature elettriche.
Basta quindi trovare la schermatura giusta e tutto è risolto. O no?

No, cari miei, non è - purtroppo - così semplice.

L'elettricità che muove le automobili andrà in qualche modo prodotta, visto che (fulmini a parte) non è una forma di energia direttamente disponibile.
E come viene prodotta l'elettricità? Principalmente da fonti "sporche" come carbone e petrolio. Le fonti "pulite" come nucleare, solare o biomasse forniscono putroppo nel globale mondiale una percentuale minoritaria dell'energia prodotta.
Quindi, al momento attuale, passare dall'auto a benzina all'auto elettrica significa solo spostare geograficamente il problema delle emissioni (le auto sono dentro le città, le centrali elettriche fuori o al limite in periferia).

La priorità non dovrebbe essere decidere con quale "carburante" viaggino le automobili, bensì decidere come questo "carburante" venga prodotto.

Saluti,

Mauro.

venerdì 29 ottobre 2010

Ruby, Ruby...

Piergiorgio Odifreddi sul suo blog su Repubblica ha giocato sul nome della nuova ninfetta berlusconiana pensando alla canzone "Ruby Tuesday" dei Rolling Stones.

Io invece vorrei illudermi che quel Ruby rimandi (metaforicamente parlando, si intende) a Jack Ruby, con Berlusconi nei panni di Lee Harvey Oswald.

Saluti,

Mauro.

giovedì 28 ottobre 2010

Marchionne, la FIAT e l'Italia

Le recenti dichiarazioni di Marchionne sul "rapporto" tra la FIAT e l'Italia hanno provocato un gran casino.

Ora io non voglio lanciarmi in giudizi pro o contro Marchionne (anche perché il discorso sarebbe molto lungo, richiederebbe praticamente un libro, non un paio di righe su un blog)... però una cosa sento di doverla dire.
Tutti - sia chi ha sostenuto le dichiarazioni di Marchionne sia chi le ha condannate - hanno a mio parere dimenticato un "piccolo" dettaglio.

Marchionne non è un politico, non è un rappresentabte della cosiddetta "società civile", non è un osservatore indipendente. Marchionne è "solo" un top manager di una grande azienda.

Qualunque cosa dica - giusta o sbagliata che sia - va interpretata solo nell'ottica aziendale: lui parla per la FIAT. Non parla per la società o per lo Stato. E questo sembra non averlo capito nessuno.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 27 ottobre 2010

Chaplin e il telefonino

E chi l'ha detto che i telefonini sono roba moderna?

Spiegazioni alternative rispetto a quelle proposte nella didascalia sono benvenute :-)

Saluti,

Mauro.

martedì 26 ottobre 2010

Ho fame

Il polpo Paul è morto (ricordate? "Polpo alla tedesca").

Bene, Oberhausen è qui vicino, praticamente a due passi dall'ufficio.
Ora prendo padella, olio, sale e patate e vado a cucinarmelo.

Saluti,

Mauro.

lunedì 25 ottobre 2010

Un capolavoro di surrealismo

Non hanno capito niente. La rete, la sinistra, l'opposizione tutta, la cosiddetta società civile.
Nessuno ha capito niente.

Tutti a condannare e a scandalizzarsi per le cose dette da Berlusconi nell'intervista alla "Frankfurter Allgemeine Zeitung" di venerdì scorso (non ve la sto a tradurre perché lunghissima, ma ne trovate decine di traduzioni, resoconti, riassunti in giro per la rete).

Condannare le bugie e le falsità ivi contenute. Scandalizzarsi per la faccia di bronzo mostrata (e anche, ma di questo mi sono scandalizzato a quanto pare solo io, della mollezza dell'intervistatore).

Non avete capito nulla! Quell'intervista è bellissima, splendida. È un capolavoro da leggere e rileggere. Da conservare in ogni biblioteca.

Un capolavoro di surrealismo superiore a ogni testo mai scritto da Breton, Aragon o Tzara!

Saluti,

Mauro.

sabato 23 ottobre 2010

Pesci e pirati

Talvolta non tutti i mali vengono per nuocere.

Prendiamo la piaga dei pirati i Somalia. I paesi cosiddetti occidentali hanno dovuto spedire al largo delle coste di Somalia, Gibuti e Yemen navi da guerra per proteggere le rotte mercantili da detti pirati.
Ora non volgio fare discorsi politici ed economici tipo sfruttamento dell'Africa da parte delle potenze capitaliste e reazione anche con la pirateria delle popolazioni vessate.
Lo sfruttamento purtroppo c'è e non è demagogia dirlo. Però la pirateria di cui parliamo non ha niente a che fare con la reazione delle popolazioni vessate. Questa pirateria è pura delinquenza, senza se e senza ma, anche perché i pirati non pensano certo a redistribuire ciò che incamerano.

Però anche i pirati ottengono - non so se volontariamente o meno - risultati di cui l'umanità può approfittare e godere.

Per esempio, l'Oceano Indiano nella zona compresa tra l'Africa orientale e la penisola arabica era uno dei mari più sfruttati dalla pesca intensiva (in molti casi selvaggia e per di più illegale), un mare ormai quasi "ucciso" da detta pesca. Bene, da quando questo mare è sotto minaccia dei pirati... la situazione è migliorata: i pescherecci - legali o illegali che siano - hanno timori a frequentare la zona e la vitalità marina della zona è cresciuta, sia come quantità di pesce presente, sia come biodiversità.

Forse l'unione di pirati che spaventino i pescherecci e di navi militari che limitino l'attività piratesca potrebbe essere una buona soluzione ecologica anche per altri mari.

Saluti,

Mauro.

venerdì 22 ottobre 2010

Perché si va via

Da un po' di giorni la Repubblica online ha lanciato un'iniziativa per permettere agli italiani espatriati - i particolar modo a quelli recenti, non agli emigranti classici - di raccontare le proprie storie: "Italiani all'estero, la vostra storia".

Da bravo italiano in Germania, chiaramente non ho potuto esimermi dallo scrivere anch'io.

Ecco qua il mio testo.

Dopo la laurea in fisica avevo deciso di fare un periodo all'estero semplicemente per acquisire esperienza internazionale, non perché in Italia non avessi possibilità. Volevo rimanere 2-3 anni (massimo 5, mi dicevo) e poi rientrare. Nel corso del soggiorno all'estero ho scoperto che ero più adatto all'industria che alla ricerca e qui è cominciato il "dramma Italia": nonostante offrissi esperienza pluriennale di alto livello sia nel pubblico che nel privato... le aziende italiane con cui entravo in contatto mi offrivano contratti pari a quelli di un neolaureato perché "non avevo esperienza italiana". A questo punto sono rassegnato a rimanere in Germania fino alla pensione... perché pur gestendo progetti da milioni per la Siemens nel campo delle nuove tecnologie e avendo nel frattempo più di 15 anni di esperienze lavorative sulle spalle... per le aziende italiane rimango un neolaureato senza esperienza. Ci lamentiamo tanto dello Stato Italiano (spesso a ragione), ma il privato italiano è peggio.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 20 ottobre 2010

Marx in Vaticano

Ebbene sì, al prossimo conclave, tra i cardinali elettori, ci sarà Marx.

No, non sto vangeggiando: Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga (München und Freising, per chi mastica il tedesco), al prossimo concistoro del 20 novembre verrà nominato cardinale :-)

Saluti,

Mauro.

martedì 19 ottobre 2010

Chiariamo una cosa

Non tutte le sentenze vanno rispettate. La Costituzione è chiara, quindi qualunque cosa dica il legislatore e quantunque si pieghi la Consulta... la Costituzione resta sovrana.

Per cui qualsiasi cittadino, qualsiasi giudice, qualsiasi PM, qualsiasi parlamentare... NON, e ribadisco NON, ha nessun dovere, nessun obbligo di applicare il lodo Alfano, con o senza la retroattività dell'emendamento Vizzini.

La Costituzione viene prima del Codice: nessun cittadino (neanche i giudici) è tenuto a rispettare leggi che vadano contro la Costituzione. E la Costituzione è chiara.
Che al mammasantissima Berlusconi e al picciotto Alfano piaccia o no.

Saluti,

Mauro.

lunedì 18 ottobre 2010

Berlusconi e noi

Ha ragione Nichi Vendola: "Il problema non è solo Berlusconi e il berlusconismo, ma appartiene alla cultura e all'immaginario, non c'è reazione adeguata a quello che accade".

Qui l'articolo.

Saluti,

Mauro.

Pugni e applausi

Tutti avete seguito - immagino - la storia dell'infermiera romena colpita da un pugno per una banale lite con un ragazzo romano e purtroppo a seguito di questo pugno deceduta.

Ora non voglio entrare nel merito dell'evento in sé: il ragazzo ha ammesso la propria colpa (e anche non lo avesse fatto c'erano abbastanza evidenze al proposito) e sarà il giudice a decidere eventuali aggravanti (la futilità dei motivi, per esempio) o attenuanti (come il gesto impulsivo e la non volontà di provocare chissà quali danni, sempre per esempio).
Su ciò io - contrariamente a quanto fatto da tanti articoli, servizi TV e blogs - non voglio esprimermi, né in un senso, né nell'altro.

Voglio però esprimermi su un'altra cosa: il tifo da stadio fatto dagli amici dell'omicida a suo favore e contro Carabinieri, sindaco (una frase detta su Alemanno: "Roma non ha piú un sindaco, da oggi Alemanno è il sindaco di Bucarest") e tutti i romeni. I dettagli della follia di questi "amici" li potete leggere qui.

Ora, forse Alessio Burtone (l'omicida) merita veramente tutte le attenuanti del mondo. Io non lo so, ma non lo escludo assolutamente.
Ma so per certo che questi suoi "amici" meritano solo tutte le aggravanti del mondo. Andrebbero sbattuti dentro tutti per favoreggiamento. Col massimo della pena e, come detto, tutte le aggravanti possibili.

Saluti,

Mauro.

domenica 17 ottobre 2010

Taxi Driver

Ieri mi sono rivisto un grande capolavoro del cinema: "Taxi Driver", girato da Martin Scorsese nel 1976, con un incredibile Robert De Niro come protagonista.

Non voglio parlare del film in sé, voglio sperare che lo conosciate tutti a sufficienza (e che chi non lo conosce, non conosca il cinema in generale, non solo questo film). Però guardandolo mi è venuta in mente una domanda... una domanda apparentemente stupida, ma la cui risposta può dire molto sulla società odierna.

Sarebbe possibile girare oggi un film del genere?
La risposta che mi sono dato è: "Probabilmente no". Perché? Non per chissà quali considerazioni artistiche o di capacità di registi e produttori di affrontare certi temi o per il fatto che "Taxi Driver" sia cinema ma non intrattenimento (e oggi bisogna intrattenere) o altre considerazioni simili.
No, tutti questi fattori magari renderebbero più difficile trovare i finanziamenti per il film, ma non sarebbero assolutamente un ostacolo insormontabile.

Il problema è il personaggio interpretato da Jodie Foster: il personaggio di una prostituta quattordicenne interpretato da un'attrice quattordicenne (Jodie Foster è nata nel 1962).
Ve li immaginate tutti i casini che i fondamentalisti cristiani d'olteoceano avrebbero scatenato al sentire una cosa del genere? E ve le immaginate le reazioni della chiesa cattolica attuale (molto più medievale di quella degli anni '70)?
E, soprattutto, ve le immaginate tutte le proteste degli ipocriti paladini del "politically correct"?

Uno scandalo! Invito alla prostituzione! Invito alla pedofilia! Non si può fare! Neanche vietandolo ai minori!

Ecco, se Scorsere, Schrader (l'autore della sceneggiatura) e De Niro volessero fare quel film oggi, dovrebbero farlo praticamente in clandestinità e altrettanto in clandestinità distribuirlo.
E noi perderemmo uno dei più grandi capolavori del cinema.

Saluti,

Mauro.

giovedì 14 ottobre 2010

Ancora su Italia-Serbia...

Leggo su Repubblica:

"Chiedo scusa all'Italia e agli italiani. Mai abbiamo pensato di danneggiare l'Italia che è un paese che mi piace molto. Non c'ero mai stato, ma è bellissimo. Non mi aspettavo che ci fossero problemi politici con l'Italia. Non credevo che la partita sarebbe stata sospesa e non ho nulla a che vedere col le tigri di Arkan". Lo ha detto stamani Ivan Bogdanov, il capo ultrà serbo "incappucciato" arrestato martedì notte, al suo avvocato di fiducia Gianfranco Pagano durante il colloquio sostenuto nel carcere genovese di Pontedecimo.

Ora, a parte l'evidente fatto che il testo è inventato (frasi del genere le può scrivere o dettare solo un avvocato, non un carcerato, qualunque passato e cultura egli abbia)... la mia domanda è un'altra: se Bogdanov non è mai stato in Italia prima... come fa ad avere un avvocato di fiducia italiano?

Saluti,

Mauro.

Divieto di sosta a chi muore

Trovata sul blog di un amico e spudoratamente rubata:


Saluti,

Mauro.

mercoledì 13 ottobre 2010

(Forse) Errata Corrige...

Il 30 settembre scorso scrissi in stato di quasi esaltazione della scoperta di un pianeta extrasolare molto particolare: "(Forse) potremmo non essere soli".

Ora arriva una frenata: "Forse che no" (dal blog Stukhtra).

Saluti,

Mauro.

Datemi pure del razzista

Una doverosa premessa: se volete leggere solo cose politicamente corrette, senza "offese" contro chichessia, fermatevi qui, non proseguite nella lettura di questo intervento.

Riguardo la "partita" Italia-Serbia di ieri sera a Genova... io sono genovese, ma di famiglia italiana d'Istria e con un bel po' di famiglia ancora in Croazia... quindi non si può pretendere da me troppa obiettività sulla Serbia... però spero che quanto successo a Genova ieri sera serva a tenere la Serbia definitivamente FUORI dalla UE.

L'ambasciatrice serba a Roma, Sanda Raskovic-Ivic, ha dichiarato: "Questi teppisti non rappresentano i sentimenti nel comportamento del popolo serbo".
Bella balla, chi conosce le escrescenze della ex Jugoslavia sa benissimo che certi sentimenti sono diffusissimi nella popolazione serba... (e si sono diffusi ancora di più dopo i bombardamenti NATO del 1994).

Quanto quei sentimenti siano diffusi e coccolati in Serbia lo hanno dimostrato i calciatori della nazionale, andando ad applaudire i propri "tifosi" e fare loro segni nazionalistici, mentre questi facevano il casino che abbiamo visto.
Avrebbero dovuto arrestare Stankovic e compagni insieme agli ultras. Per istigazione a delinquere e all'odio razziale.

Saluti,

Mauro.

martedì 12 ottobre 2010

Giornata nera per la musica

Domenica scorsa, 10 ottobre 2010, sono morti Solomon Burke e Joan Sutherland.

Se non sapete chi sono, vergognatevi.

Saluti,

Mauro.

Le cappelle di Michelangelo

Sembra che negli Stati Uniti sia stato scoperto un quadro "sconosciuto" di Michelangelo. Per di più dietro un divano (ma guarda che strano... la prossima volta che vado a casa dei miei controllerò che non abbiano nascosto un Raffaello dietro la testata del letto)!

Ora, io non sono un esperto d'arte, sono solo un appassionato (che per di più segue e conosce l'arte moderna più che quella classica)... però, almeno esteticamente, se questo presunto Michelangelo risultasse essere un vero Michelangelo... a mio parere sarebbe semplicemente la dimostrazione che Michelangelo ha fatto anche le sue cappelle e non solo le Cappelle (Sistine).

Saluti,

Mauro.

lunedì 11 ottobre 2010

Qualcosa non mi torna

Il Premio Nobel per la pace 2010 è stato assegnato al dissidente (parola abusata, che vuol dire tutto e niente) cinese Liu Xiaobo.
Contrariamente a quello dell'anno scorso (assegnato, come ricorderete, a Barack Obama) è un premio assolutamente meritato. La figura di Liu Xiaobo, per quanto non troppo nota in occidente, merita assolutamente detto premio.
Anche se il sospetto che a Oslo non abbiano voluto dare un premio per (per Liu Xiaobo e la democrazia), ma contro (contro la Cina e la sua crescente potenza economico-politica) tutto sommato un po' viene...

Comunque, non è questo che non mi quadra, ma un'altra cosa, che ho letto stamattina su Repubblica (e tra la Repubblica cartacea e quella online ci sono discrepanze apparente minime, ma da non sottovalutare, anzi la Repubblica cartacea - come vedrete sotto - si autocontraddice).

La moglie del premiato, Liu Xia, dopo aver potuto visitare in carcere il marito è stata messa agli arresti domiciliari, isolata dal resto del mondo: nessuna visita, ma soprattutto nessuna possibilità di usare il telefono. Però però, sulla Repubblica di stamattina c'è scritto che lei stessa ha dato l'annuncio di non poter comunicare scrivendo su Twitter (su Repubblica online si dice che il messaggio è "direttamente riconducibile" a lei - sarebbe interessante cosa vuol dire precisamente e come si fa a esserne sicuri)... beh, poter scrivere su Twitter non mi sembra un segnale di grande isolamento.

Cito il testo dal quotidiano (a pagina 15) e dal sito:

Nel corpo dell'articolo: "Hanno manomesso il mio cellulare e non posso ricevere telefonate."
Nel riquadro evidenziato: "Il cellulare è fuori uso e non posso fare telefonate."
Su Repubblica online: "Mi hanno rotto il telefono."

Comunque sia, come detto, una persona in isolamento, soprattutto in un paese che sa come isolare, come censurare... non lancia messaggi su Twitter.

Le domande sono:

1) È solo cattivo giornalismo?
2) È la confusione di notizie dovuta alla situazione cinese?
3) O c'è un piano per peggiorare ulteriormente l'immagine pubblica della Cina?

Del resto, non poche economie occidentali si sfregherebbero le mani se la gente smettesse di comprar cinese... e non certo per ragioni di democrazia e di diritti umani...

Saluti,

Mauro.

venerdì 8 ottobre 2010

Morire nel parmigiano

Io vivo in Germania. E per lavoro viaggio spesso in Inghilterra e Scandinavia.
Frequento locali italiani (e non, ma dove comunque sul menu un piatto di pasta si trova sempre... abbiate pietà e non chiedete che pasta), dove vanno turisti, ospiti vari e indigeni.
Dimentichiamo un attimo i turisti e chi viaggia per lavoro, perché bisognerebbe indagare anche sulla loro località di origine. Soffermiamoci sugli indigeni.

Ogni volta che un indigeno ordina un piatto di pasta, qualunque sia il condimento e qualunque sia l'entità della porzione, lo sommerge sotto un chilo (se va bene) di parmigiano (o di presunto tale, non credetevi che tutti i locali vi servano sempre parmigiano originale).
Ora, anche lasciando perdere il fatto che l'uso del parmigiano dovrebbe dipendere anche dal tipo di condimento che ha la pasta (voi vi comportereste allo stesso modo, per esempio, col pesto alla genovese e col ragù alla bolognese? Se mi rispondete di sì vi faccio dichiarare "persone non grate" sia a Genova che a Bologna), è chiaro che con un monte di parmigiano del genere alla fine si sente solo il gusto di questo e non quello della pasta e del suo condimento originario.

Quindi, cari indigeni, se la pasta (comunque cucinata) vi piace così poco da doverla sommergere di parmigiano in maniera da cancellarne il gusto... beh, porca miseria, ordinatevi quacos'altro! Qualcosa che vi piaccia e che non dobbiate coprire con altri gusti!

Non fate morire la pasta nel parmigiano, vi prego.

Saluti,

Mauro.

giovedì 7 ottobre 2010

Tavola periodica della stupidità umana

Bellissima. La rubo e ve la propongo:


Saluti,

Mauro.


mercoledì 6 ottobre 2010

L'ignoranza e le biblioteche

Derek Bok (ex rettore di Harvard) un tempo disse: "Se pensate che l’istruzione sia costosa, provate l’ignoranza".

Però l'ignoranza del popolo serve al padrone... e quindi ogni scusa è buona per tagli alla cultura. Del resto si sapeva che tagliando i finanziamenti agli enti locali, le prime voci a soffrirne sarebbero state istruzione e cultura... lo sapeva e forse lo si voleva.
E ora rischiamo di rovinare un patrimonio di tutti: "Le biblioteche senza libri: Uno sponsor o si muore".

Saluti,

Mauro.

martedì 5 ottobre 2010

Contestualizziamo?

Non faccio nessun commento, vi propongo solo questa lettera: "Caro monsignore".

Saluti,

Mauro.

Un attimo... di che sviluppo parliamo?

Sembra che finalmente Berlusconi abbia lasciato l'interim del Ministero allo Sviluppo.

Ora, i problemi sono due (almeno quelli grossi).

1) Romani - il nuovo pseudo-ministro - è una garanzia per Mediaset, non per lo sviluppo, basta leggere il suo curriculum vitae;

2) Indipendentemente da Romani, il ministero (di base importantissimo e fondamentale) è stato svuotato dei suoi compiti a favore della presidenza del consiglio... cioè a favore di Mediaset.

Devo aggiungere altro?

Saluti,

Mauro.

Una domanda contro natura

Vorrei sentire (ma non le sentirò, almeno non sincere e motivate) le risposte di preti e vescovi alla domanda qui posta da Marco Cattaneo, una domanda contro natura.

Saluti,

Mauro.

domenica 3 ottobre 2010

Sovranità al popolo

Intanto sarebbe da capire cosa si intende come popolo... e sinceramente ho l'impressione che ognuno (Berlusconi in primis) intenda la parola popolo a seconda delle proprie convenienze...

Comunque, a parte ciò, in una qualsiasi democrazia vige la separazione dei poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario.

Il potere legislativo appartiene al Parlamento, eletto dal popolo.

Il potere esecutivo appartiene al Governo, nominato dal Presidente della Repubblica su indicazione di una maggioranza spesso aleatoria e organo puramente applicativo-amministrativo.

Il potere giudiziario appartiene alla Magistratura, non eletta dal popolo, ma nominata mediante procedure che garantiscono una certa chiarezza e limpidezza.

Insomma, dei tre poteri quello di principio meno "popolare" e paradossalmente anche meno "democratico" è l'esecutivo. Proprio quello che Berlusconi cerca di far passare come l'unico discendente dal "popolo".

Peccato che in nessuna democrazia il Governo sia mai stato eletto dal popolo. Proprio perché ciò avrebbe contraddetto il concetto di democrazia.

Saluti,

Mauro.

venerdì 1 ottobre 2010

Dito medio alla Borsa

Io la lascerei veramente lì quella scultura: davanti al palazzo della Borsa è perfetta!

"Non nascondiamo sotto il tappeto il "dito medio" di Maurizio Cattelan".



Saluti,

Mauro.