domenica 21 maggio 2017

Il decreto sbagliato sul giusto obbligo di vaccinazione

Il governo ha approvato il decreto proposto dalla ministra Lorenzin (ministro della Salute) per l'obbligatorietà della vaccinazione per potersi iscrivere alle scuole dell'infanzia (comunemente ancora note come asili).

Lorenzin originariamente voleva estendere detto obbligo (giustamente) anche alla scuola primaria (precedentemente nota come scuola elementare), ma l'opposizione della sua collega incompetente Fedeli (abusiva ministra dell'istruzione, dell'università e della ricerca pur non possedendo nessuna istruzione) ha evitato ciò.

Ora, io non so perché Fedeli si è opposta all'obbligo (o meglio lo sospetto, ma preferisco evitare querele quindi taccio... dico solo che molto probabilmente c'è di mezzo anche il Codacons)... ma una cosa la so: senza obbligo di vaccinazione per l'accesso alla scuola primaria il decreto è inutile.

Perché?
Perché alle scuole dell'infanzia non è obbligatorio iscriversi e infatti, vaccini o non vaccini, molti genitori non iscrivono i propri figli a dette scuole.
Le scuole primarie invece sono obbligatorie, tutti devono frequentarle... ergo, senza obbligo, l'immunità di gregge (che è la vera utilità dei vaccini, al di là della protezione personale) va a farsi friggere.

Quindi la ministra (abusiva) Fedeli ha semplicemente deciso che in Italia devono avere via libera malattie facilmente debellabili grazie ai vaccini. E non è neanche ministra della Salute, quindi in teoria neanche dovrebbe avere voce in capitolo (anche tenendo conto che la vera ministra della Salute sa fare il suo lavoro, simpatica o antipatica che sia).

Saluti,

Mauro.

sabato 20 maggio 2017

Nessuna persona è illegale

Adesso mi attirerò caterve di insulti (e forse anche minacce)... ma comunque questa non riesco proprio a trattenerla (e poi per fortuna ho le spalle larghe).

Che ca**o di frase è "Nessuna persona è illegale", frase usata in varie manifestazioni pro accoglienza, in Italia e all'estero?
Mah, io sono per l'accoglienza... ma diffido di chi usa frasi così vuote, insensate e - soprattutto - che dimostrano incompetenza totale su diritto e legalità.

Quando è che una persona è illegale in quanto persona?
Semplicemente se è nata quando/dove/come le era proibito nascere. Cioè in nessun luogo al mondo oggi, neanche nelle peggiori dittature.

Una persona può commettere atti illegali, può essere coinvolta - consciamente o inconsciamente - in situazioni illegali, può essere vittima di atti illegali... ma non può essere illegale in sè. In nessun paese del mondo.

E anche il discorso clandestinità (a cui generalmente si riferiscono dette manifestazioni): il clandestino non è illegale in quanto persona. Semplicemente ha commesso il reato di entrare in un paese senza permesso (che poi in certi casi sia giusto chiudere un occhio se non due su detto reato concordo... ma per farlo bisogna inquadrarlo nei termini giusti... e questi termini non sono quelli della frase che contesto).

La frase "Nessuna persona è illegale" quindi non significa proprio nulla, è totalmente insensata proprio per la sua ovvietà legale.
Ma suona bene. E alle anime belle tanto basta.

Saluti,

Mauro.

giovedì 18 maggio 2017

Trump vs. Nixon

Sulla stampa di tutto il mondo si stanno accumulando i paragoni tra Trump e Nixon, tra l'attuale "Russiagate" e il vecchio Watergate.
Alcuni paralleli sono innegabili, non sarò certo io a negarli, ma...

Ma i cosiddetti "esperti" non hanno notato (e quindi tanto meno evidenziato) due differenze fondamentali.

1.
Nixon sapeva benissimo quello che faceva, per quanto illegale fosse. Quindi ne capiva le possibili conseguenze, sperava però di poterle controllare.
Trump non ha la minima idea di quello che fa. Crede che essere presidente ti dia il potere assoluto e che quindi non ci siano conseguenze.

2.
Nixon, per quanto disonesto, era un politico vero e intelligente. Quindi, quando ha capito di aver perso, si è dimesso. Evitando così l'impeachment, ma evitando così allo stesso tempo un gran caos per il paese.
Trump non è né politico vero né intelligente... quindi non capirà mai di aver perso quando sarà il momento e mai si dimetterà. Quando cadrà trascinerà il paese nel caos come fece Sansone coi Filistei... solo che Sansone un po' di ragione la aveva.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 17 maggio 2017

Due piccole verità sulla vita

La vita fa schifo, questo è vero, ma teniamo conto che le alternative sono peggio.

La vita è l'unica malattia veramente incurabile. Nessuno, per quanto sano fosse, ne è mai uscito vivo.

Saluti,

Mauro.

domenica 14 maggio 2017

La Serracchiani e gli stupri

Tutti avete letto la dichiarazione della Serracchiani su stupri e profughi. Non serve che ve la ricordi.

Serve però che vi ricordi che stampa e politica hanno reagito come cani di Pavlov, non come persone intelligenti (sia coloro che la hanno attaccata, sia coloro che la hanno difesa).

Intanto chiariamo una cosa: quanto detto dalla Serracchiani non c'entra nulla col Diritto.
In tribunale non c'entra nulla da dove venga uno stupratore e quale status giuridico abbia nel paese. Conta il reato in sé e - per valutare eventuali attenuanti o aggravanti - al massimo le circostanze in cui è avvenuto e le motivazioni del gesto. Nulla di più.

Quindi le dichiarazioni della Serracchiani - giuste o sbagliate che siano - riguardano solo l'ambito morale del problema, non quello giuridico.

Cosa voleva dire la Serracchiani?
Che chi cerca accoglienza in Italia (o in qualsiasi altro paese) moralmente ha più ancora dovere di altri di comportarsi bene. Proprio per guadagnarsi questa accoglienza.
Può sembrare un'affermazione dura, ma tutto sommato è decisamente condivisibile.
Moralmente si intende, visto che - come già detto - giuridicamente conta il reato, non tanto chi lo compie.

E allora dove sta il problema?
Il problema sta nel fatto che la Serracchiani (spero per stupidità e non per malafede) ha scelto come esempio un reato che - pur essendo in decrescita e non un'emergenza - viene usato, anzi abusato, dalla stampa e dai partiti per alimentare la paura nella popolazione.
I numeri per fortuna parlano un altro linguaggio... ma, si sa, i numeri in Italia sono poco amati.

E quindi la reazione è come quella dei cani di Pavlov. Automatica, non ragionata.
Se la Serracchiani avesse usato come esempio un altro reato, le reazioni da entrambe le parti sarebbero state molto più moderate.

Saluti,

Mauro.

venerdì 12 maggio 2017

I vaccini, i grillini e la legge

Di Battista sostiene che il M5S è contro l'obbligatorietà dei vaccini, ma che lotta per la loro gratuità.

Bene, io sono nato nel 1968... e i vaccini li ho sempre avuti gratuiti (cioè pagati dallo Stato grazie alle tasse di tutti... cosa che poi sarebbe quanto propone Di Battista).

E qualcuno mi viene ancora a dire che questi sono una proposta politica credibile? Gente che propone come novità ciò che è legge da più di quarant'anni?

Saluti,

Mauro.

martedì 9 maggio 2017

Il voto francese col senno di poi

Ora che abbiamo scampato il pericolo Le Pen in Francia, un paio di considerazioni sparse sul voto dei galletti. Senza voler fare un'analisi politica completa, ma rigorosamente col senno di poi :-)

1.
Macron al ballottaggio ha ottenuto la piu alta percentuale di voti dopo Chiarc II nel 2002. Interessante è che il contraente di Chirac ai tempi fosse Le Pen senior e che anche allora l'Europa tutta si appellò ai francesi.
L'alta percentuale (solo l'alta percentuale, non la vittoria) di Chirac e di Macron è dovuta al voto contro. Contro i Le Pen. Non per Macron e Chirac.
Molti dei suoi voti Macron dovrà conquistarseli ora, dopo essere stato eletto.

2.
Si è parlato tanto dell'effetto Trump (e Brexit) che dovrebbe far volare i populisti.
Ciò poteva valere appena insediato Trump. Ora, dopo tre mesi dall'insediamento e dopo avere visto i primi risultati, l'effetto Trump è un effetto boomerang: senza Trump la distanza tra Macron e Le Pen sarebbe stata minore.

3.
Prima del voto si diceva che l'astensionismo poteva favorire la Le Pen, vista la maggior fidelizzazione dei suoi elettori.
E questo dal voto è stato comunque dimostrato: le aree dove la Le Pen ha ottenuto i migliori risultati (Nord-Est e Sud mediterraneo) sono state anche in genere le aree con la maggior percentuale di astenuti.

4.
Il doppio turno favorisce l'aggregazione.
Infatti gli elettori dei candidati sconfitti al primo turno in parte al secondo si astengono, ma in buona parte invece vanno a votare per il meno peggio, per il candidato sentito come meno distante dalle proprie idee, rendendo così più facili alleanze dopo (non che sia sempre un bene, sia chiaro, ma talvolta lo è).

5.
L'Europa non è una carta perdente.
Macron ha puntato fin dal primo giorno sull'europeismo. Secondo la vulgata recente ciò avrebbe dovuto condannarlo a sconfitta sicura fin dal primo turno.
Invece...

Saluti,

Mauro.